Provincia. “La nostra società improvvisamente non è più utile, l’amministrazione provinciale se ne vuole disfare, che dobbiamo essere ceduti a un qualche soggetto privato, che ci sono debiti di bilancio che vanno e che vengono, che l’operazione privatizzazione va fatta in ottemperanza alle normative, che lo Stato non darà più risorse per le scuole e pertanto la manutenzione alle scuole non necessiterà più né dei tecnici ne delle loro professionalità, e nessuno la eseguirà più”. Così i lavoratori e la Rsu di Tecnocivis nella loro lettera esposta questa mattina durante l’incontro in Prefettura, nel quale hanno denunciato la situazione dell’azienda che opera nella manutenzione di tutte le scuole superiori provinciali, degli uffici del turismo e di tutti gli stabili di competenza dell’amministrazione provinciale, oltre a svolgere verifiche sulla sicurezza degli impianti termici di cittadini e imprese.
La lettera prosegue: “La mancanza di risorse per le scuole è palesemente una questione non vera, avendo più volte il Governo e nello specifico sia il Ministro per l’Istruzione che il Presidente del Consiglio dei Ministri dichiarato che al contrario il flusso delle risorse economiche già quantificato per gli Istituti scolastici rappresenta una delle prime priorità dell’Esecutivo. A fronte di queste perplessità tecnico – economiche che inducono a credere con fiducia nella parole del Presidente del Consiglio dei Ministri, i dipendenti di Tecnocivis, la Rsu aziendale, le parti sociali rappresentate dai dirigenti provinciali di categoria, ragionando con tranquillità sugli eventi in corso che riguardano la messa sul mercato delle azioni societarie, collegando vari eventi succedutisi nel corso del tempo, il susseguirsi convulso di Amministratori al CDA societario, l’organizzazione complessiva scivolata nell’inadeguatezza, hanno maturato molte altre perplessità e forti incertezze sull’operazione in corso”.
“L’apprensione per il mantenimento occupazionale esistente è certamente la nostra prima priorità (22 dipendenti attualmente occupati presso la Tecnocivis) non esiste intenzione alcuna di inficiare la continuità occupazionale anche con altri soggetti, ma pensiamo non possa essere svenduto se non regalato un patrimonio societario pubblico sul quale nel tempo sono stati investiti grandi risorse economiche di denaro dell’erario”.
“Ma è l’iter – al quale seguirà un bando pubblico di gara – che appare troppo frettoloso e che apre scenari incerti. Neppure le reiterate, insistenti e documentate richieste di maggior ponderazione espresse nel Consiglio provinciale che ne ha definito la vendita ha potuto nulla contro una decisione già presa dal governo provinciale attualmente alla guida dell’amministrazione”.
“Possiamo anche comprendere la frettolosità dell’amministrazione provinciale di privatizzare un bene pubblico come Tecnocivis prima della dismissione politica delle Provincie. Ma non possiamo non vedere, come chiunque d’altronde, che l’Ente che andrà a sostituire le Provincie dovrà comunque sostenere gli Istituti scolastici e provvedere alla sicurezza degli impianti termici”.
“Perché quindi dismettere un patrimonio come Tecnocivis su cui tanti soldi pubblici sono stati investiti per farle raggiungere la professionalità che ha acquisito regalandola di fatto a qualche soggetto privato? Come Tecnocivis lavora oggi, potrà lavorare benissimo anche domani con il soggetto Istituzionale che sostituirà le Province, Consorzio di Comuni o quello che sarà, mantenendo a disposizione del bene pubblico l’investimento che è stato fatto con tanti sacrifici e proprio grazie a risorse pubbliche” conclude la lettera.
Al termine dell’incontro il capo di gabinetto della Prefettura di Savona, Raffaella Viscogliosi, ha preso l’impegno di contattare il presidente della Provincia nei primi giorni della prossima settimana verificando lo stato della trattativa, ma soprattutto per avere garanzie sulla continuità del servizio e occupazionale.
