Vado L. Ancora manette nell’inchiesta sulla Rsa Vada Sabatia. Questa mattina gli uomini della Guardia di Finanza di Savona hanno infatti eseguito una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un trentaseienne di Quiliano, Alessandro Sola, ex dipendente della struttura vadese e attualmente impiegato nella “Cooperarci” di Savona. L’uomo è accusato di violenza sessuale: l’ipotesi degli inquirenti è che abbia compiuto abusi sessuali su una paziente della Rsa.
Il provvedimento, richiesto nei giorni scorsi dal pm Giovanni Battista Ferro e firmato dal gip Fiorenza Giorgi, si aggiunge agli altri dodici emessi il mese scorso.
Da settimane si inseguivano con insistenza voci di un possibile caso di violenza sessuale su una paziente all’interno della Vada Sabatia sul quale gli inquirenti stavano indagando. E’ probabile che, anche durante gli interrogatori degli altri operatori finiti in manette con l’accusa di maltrattamenti sui disabili ricoverati nel Nucleo 3D, siano emersi dettagli utili a supportare questa tesi.
Il trentaseienne è accusato di aver abusato (nell’ordinanza si parlerebbe di un rapporto orale) di una ragazza psichicamente minorata, con abilità cognitive di una bambina, assistita presso la struttura sanitaria. I fatti, risalenti nel tempo (l’uomo infatti non lavora più nella Rsa da diversi mesi), non sono stati quindi rilevati dalle telecamere installate dalla Finanza, ma sono emersi nel corso degli accertamenti degli inquirenti.
Da alcuni dei documenti sequestrati è risultato che la dirigenza della casa di cura fosse stata messa a conoscenza delle accuse nei confronti del dipendente. Il trentaseienne era infatti stato allontanato dalla Vada Sabatia senza ulteriori provvedimenti. La vicenda sembrava quindi essersi chiusa così, ma, non appena le Fiamme Gialle hanno sospettato che ci fosse stato un caso di abusi hanno voluto vederci chiaro. Di qui gli ulteriori accertamenti che, supportati dalle testimonianze di più persone, lavoratori e parenti sentiti nelle scorse settimane, hanno convinto gli inquirenti a richiedere l’arresto.
Il cerchio sul filone d’indagine sugli abusi sessuali nei confronti dei pazienti non è comunque ancora chiuso: ci sarebbero infatti altri episodi sospetti sui quali i finanzieri stanno indagando. Gli accertamenti in questo senso quindi proseguiranno anche nelle prossime settimane per trovare conferme o smentite alle voci raccolte nel corso degli interrogatori.