Savona. 5 anni fa era stata proprio Albenga a suggellare l’en plein; oggi sono proprio le torri ingenue a dare la dimensione della debacle azzurra. 55% Cangiano, 22% Guarnieri: un divario abissale lì dove si pensava che, invece, potesse esserci partita.
Angelo Vaccarezza, nonostante tutto, prova a vedere il bicchiere mezzo pieno: “Albenga, insieme a Finale, segna purtroppo le due note stonate di questa tornata amministrativa, che ci ha visto recuperare ad Andora, Ortovero e Noli, ritornare in maggioranza a Dego e Osiglia, ed andare in maggioranza con alleanze, anche col Pd, a Pietra, Varazze e Roccavignale. Sono moltissimi i comuni che in questa tornata hanno cambiato colore, oppure nei quali con alleanze vaste siamo andati a governare”.
Ma il comune più ghiotto, quello dove si poteva tentare almeno il tutto per tutto in un ballottaggio, è andato perduto. E le sconfitte senza appello di Albenga e Finale si uniscono al dato, impietoso, delle Europee: è il momento di individuare le cause. “Certamente Albenga è un dato pesante, molto legato anche alla situazione politica e ai gravi capricci che tutti insieme, Forza Italia per prima, abbiamo fatto in questi 5 anni – è l’analisi di Vaccarezza – Unica nota positiva, forse è il fatto che la provincia di Savona sia quella ligure con la più alta percentuale di Forza Italia, e non credo che questo sia un caso: prima non lo eravamo”.
“In questa provincia abbiamo fatto una scelta importante, quella di Lara Comi – continua Vaccarezza – ma anche quella di Alberto Cirio che è stato eletto con un differenziale di preferenze talmente basso da far diventare la provincia di Savona determinante per la sua elezione. Proprio il fatto di aver scelto due quarantenni e di averli mandati a Bruxelles ci deve far riflettere: la gente ci premia quando abbiamo progetti concreti. Lo ha fatto nei Comuni e in Europa, votando i candidati migliori che avevamo messo a disposizione nelle liste”.
Il presidente della provincia non rinuncia a lanciare qualche frecciata al proprio partito. “La politica degli sms al sabato pomeriggio credo sia superata: bisogna tornare a parlare di politica per davvero, a parlare di contenuti – è la critica – Credo che il segnale arrivato in questo tornata sia proprio questo. L’anno prossimo ci saranno le regionali e credo sia giusto cominiciare a guardare in casa nostra, per ragionare su cosa vogliamo mettere a disposizione della gente che ci ha sempre dato fiducia”.
“Ricostruiamo un progetto amministrativo e governativo vero: ultimamente abbiamo prodotto veramente poco – insiste Vaccarezza – La gente non ci ha punito per gli scandali e per i giornali, o per gli annunci di Renzi, ma per la pochezza della nostra proposta politica. Cominciamo a ritornare a fare una proposta seria ed importante, e probabilmente potremo costruire l’alternanza e l’alternativa a questa Regione che riesce a nascondere dietro i nostri limiti il malgoverno che da cinque anni sta dando al territorio”.