Economia

Elezioni Finale, ultimatum del Pcl: “La Piaggio non si muove da finale senza garanzie occupazionali certe”

piccardi pcl finale

Finale Ligure. “Lavorare meno, lavorare tutti”: questo lo slogan scelto dal Pcl per le prossime amministrative. “L’aggressione ai diritti nel mondo del Lavoro, ai salari, la precarizzazione, i licenziamenti, lo smantellamento dello stato sociale stanno caratterizzando questo periodo storico economico. La crisi non è per nulla superata e non si vede la luce in fondo al tunnel perché le politiche di Renzi continuano a favorire pochi privilegiati”.

“Noi intendiamo invece dare centralità assoluta al tema del lavoro, sebbene le possibilità per un semplice comune in tale campo siano limitate, poiché tali politiche sono competenza primaria dello Stato e della Regione; alcune scelte però possono essere fatte e gestite direttamente dall’amministrazione – spiegano dal Pcl – I nostri orientamenti prevedono che il Comune introduca, come elemento fondamentale in ogni contratto con ditte e società esterne, la clausola sociale, ossia una clausola che impone alla società contraente di impegnarsi ad applicare nei confronti dei propri dipendenti la tutela reale del posto di lavoro ed il rispetto dei Contratti Nazionali ed il rispetto dello Statuto dei Lavoratori, e che proponga internamente dovunque possibile solo contratti a tempo indeterminato”.

Il Pcl fa una serie di proposte: “L’introduzione di uno sportello con assistenza legale per cause di lavoro e a sostegno all’occupazione e al commercio; portare sotto la gestione comunale della Finale Ambiente le spiagge della “baia dei saraceni” e quella a ridosso del porto; investire ogni risorsa nella creazione di Cooperative gestite direttamente dal Comune per creare lavoro dall’entroterra al mare, dalla pulizia dei sentieri e dei tracciati dei bikers sino alla creazione di ogni qualsiasi attività turistico ricettiva sul litorale; investire risorse in un Programma a lungo termine per conservare il Porto pubblico, portarlo finalmente in utile (razionalizzando ad esempio gli spazi per portare in secca le barche più piccole) e creare intorno ad esso una serie di attività gestite direttamente dal Comune, quindi dall’intera comunità finalese; razionalizzare l’attività della Finale Ambiente per favorire ulteriori assunzioni riducendo gli orari di lavoro, a partire dagli straordinari che bloccano nuove politiche occupazionali, e costruire una ripartizione del lavoro equa fra tutti gli operai impiegati nella Municipalizzata”.

La questione Piaggio, ovviamente, è centrale. “Fermo restando che siamo convinti che un eventuale trasferimento della Piaggio a Villanova accelererebbe di fatto la crisi e la chiusura delle attività industriali anche qui come a Sestri – dichiarano dal partito – in ogni caso ci batteremo ancora affinché le aree Piaggio ritornino a completa destinazione industriale, difendendo l’occupazione nel finalese ed impedendo uno scempio edilizio voluto dai killer della fabbrica, killer sostenuti da tutti i partiti borghesi. Considerato infatti che vi è stato un vero e proprio ricatto occupazionale e che vi sono state numerose inadempienze contrattuali (il piano industriale assente ed un piano economico totalmente inadeguato), ci impegneremo a difendere con forza i diritti del lavoratori e dei finalesi”.

“La Piaggio non si muove da Finale senza un piano industriale e senza garanzie occupazionali certe – tuonano – Se la Piaggio dovesse affrontare la crisi il sindaco del PCL chiederà la nazionalizzazione sotto controllo operaio e senza indenizzo per i grandi azionisti”.

“Se perdessimo questa battaglia – proseguono – abbiamo comunque immaginato un progetto strategico per quelle aree; un piano per l’occupazione che si potrà sviluppare intorno a tutti ai finanziamenti della CEE, dello Stato e della Regione al fine di realizzare una vasta area produttiva e industriale per le energie rinnovabili e delle biomasse con, inoltre, un indirizzo di ricerca e sviluppo nell’ambito dell’innovazione ingegneristica e dei materiali. Una zona industriale secondo le più moderne norme della bio-edilizia, con uno sviluppo chiaro, proficuo per il futuro lavorativo, e nel contempo poco impattante. Ogni sforzo va attuato per una politica che favorisca lo sviluppo dell’occupazione giovanile, aiutando e assistendo la piccola impresa artigiana ed ogni tipo di esperienza cooperativistica sul territorio, con un sostegno altrettanto forte al piccolo commercio come elemento vitale di fruibilità, socializzazione e differenziazione per il cittadino, limitando di fatto la grande distribuzione”.

“Non ultimo sarà il settore alberghiero. Prima di tutto la tutela incondizionata dei diritti dei lavoratori stagionali, spesso assunti in nero, sottopagati, sfruttati da carichi di straordinari insopportabili, in secondo luogo intendiamo puntare su una crescita ricettiva che rispetti ogni standard e promuova una particolare attenzione al pubblico giovane, collegandola a promozioni turistico-culturali in ogni periodo dell’anno”, concludono.