Calice L. “In questi giorni alcune persone stanno diffondendo informazioni destituite di fondamento circa le indagini operate dell’amministrazione comunale relativamente all’ufficio ragioneria. Pertanto intendiamo portare a conoscenza della cittadinanza il reale stato dei fatti”. Con queste parole anche il sindaco di Calice Ligure Livio Sterla rompe il silenzio a proposito delle vicenda connessa alla drammatica morte del ragioniere Paolo Bolia, dopo la quale è emerso che i conti dei Comuni da lui gestiti non erano in regola.
Tra le amministrazioni nelle quali Bolia prestava servizio c’era proprio quella di Calice da dove il primo cittadino precisa: “La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Savona non ha predisposto il sequestro dell’ufficio ragioneria in quanto fin da subito si è instaurato un rapporto di massima collaborazione fra i soggetti incaricati di procedere all’indagine interna (Studio dell’Avvocato Marco Marcelli) e la Magistratura Ordinaria (Procura della Repubblica di Savona) e Contabile (Procura presso la Corte dei Conti di Genova) titolari delle indagini. Organi che vengono quotidianamente aggiornati sullo sviluppo delle verifiche contabili. Evitando così che con il sequestro dell’ufficio ragioneria si blocchi l’attività del nostro comune”.
“Il consigliere Marco Pinna – aggiunge il sindaco Sterla -, sentito il parere positivo degli organi inquirenti, è stato incaricato dal Sindaco di inventariare alla presenza dei dipendenti comunali la documentazione depositata sulla scrivania del ragioniere capo, così da non lasciare inevase istanze urgenti e indifferibili. Il consigliere Pinna al termine di ogni ricognizione ha predisposto apposito verbale. Domani alle ore 9,30 detti verbali saranno consegnati dall’Avv. Marcelli alla Magistratura, per tramite della Guardia di Finanza”.
Su voci di fantomatiche tassazioni che il Comune imporrebbe ai cittadini per risistemare il bilancio il primo cittadino è categorico: “L’amministrazione comunale, non ha mai avuto e non ha alcuna intenzione di provvedere a riequilibrare il bilancio comunale imponendo una tassazione di 500 euro a carico delle famiglie calicesi. L’amministrazione comunale è invece determinata a recuperare le somme distratte rivalendosi sui responsabili dell’ammanco, così come previsto dalle norme di Legge vigenti” .
“Sino ad oggi l’amministrazione comunale ha mantenuto il più stretto riserbo sull’accaduto, e continuerà a mantenere tale condotta, non certo per mancanza di trasparenza, ma per rispettare quanto imposto dalla Legge e garantire così il buon esito delle indagini ed il recupero delle somme che risulteranno indebitamente distratte” conclude Sterla.