Economia

Porti, Bruno (Verdi) dice no all’unione Genova – Savona

porto SSavona

Savona. Danilo Bruno, componente del Consiglio Federale dei Verdi, vuole dire la sua riguardo alle notizie concernenti la possibile unificazione fra le Autorità Portuali Liguri allo scopo di corrispondere alle esigenze di creare strutture portuali concorrenziali secondo le disposizioni comunitarie, e commenta “una scelta simile apre problemi di grande interesse per l’intera comunità ligure,che non si possono limitare al pur importante problema dei rischi di soffocamento dello scalo savonese nella fusione con Genova”.

“In primo luogo il Comune di Savona dovrebbe conquistare quel ruolo,che non ha mai avuto,nei confronti dell’Autorità Portuale savonese – riflette Bruno – dove invece di un ruolo di governo del territorio ha sempre esercitato un ruolo notarile di sudditanza sottoponendo le proprie scelte urbanistiche a quelle portuali,che investono gran parte delle spiagge e del litorale cittadino”.

Danilo Bruno prosegue: “In secondo luogo occorrerebbe chiedersi a cosa serve una grande piattaforma, che dovrebbe sorgere a Vado Ligure, contrastata dalla popolazione e che non darà i numeri occupazionali sbandierati (tale dato emerge dall’insolita ansia che ha preso sindacati e confindustria di cercare di fermare alcune lavorazioni a Vado Ligure per aumentare i livelli occupazionali locali). Tale piattaforma, che condizionerà pesantemente la crescita sostenibile dell’intero territorio provinciale, porrà pure problemi al futuro turistico del comprensorio savonese, che costituisce la principale industria locale. Nel contempo poi sorgerebbero numerosi dubbi su tale realizzazione (es. un ‘project financing’ finanziato in buona parte dallo stato,caso unico forse al mondo) anche perché tutto il traffico merci verrà scaricato sull’Autostrada dei Fiori, già al limite del collasso tramite un apposito casello dedicato”.

E ancora: “Si apre il problema delle infrastrutture in una Liguria, che sta assistendo ad un grave dissesto idrogeologico, erede delle dissennate scelte urbanistiche dagli anni sessanta in avanti.Perche’ non si punta ad adeguare la linea Savona-Acqui-Alessandria al traffico merci? Perché non si sceglie di realizzare il completamento del raddoppio e spostamento a monte della Finale Ligure-Ventimiglia? Perché non si realizza finalmente il completamento della SS 28 del Colle di Nava attraverso il traforo del colle, invece ancora una volta amministrazioni locali, sindacati, imprenditori, si presentano succubi dell’autotrasporto su gomma, attività peraltro sostenuta e agevolata dal Governo in controtendenza rispetto a tutta Europa”.

E conclude, puntando il dito: “In questo quadro diventano ancora più inspiegabili scelte come l’assenza delle ‘autostrade del mare’, invocate dal Presidente dall’Autorità portuale Genovese ma solo invocate come se dovessero cadere dal cielo mentre devono essere parte integrante di una scelta per i trasporti volta a togliere le merci dalla strada, che deve fare il Governo ma anche su impulso della Regione e delle Autonomie Locali (ovviamente tenendo conto conto dei rischi di inquinamento marino e della necessità di non aumentare ulteriormente in modo abnorme gli spazi portuali italiani) e soprattutto di una spesa come quella del terzo valico, di cui non si capisce in alcun modo l’utilità dati anche gli elevati costi e la difficoltà di realizzazione visto che viene inaugurato quasi ad ogni cambio di governo mentre forse occorrerebbe puntare al rapido completamento della linea di Borzoli per l’instradamento delle merci del porto di Voltri e soprattutto alla soluzione del nodo di San Benigno,evitando opere inutili e dannose per l’ambiente come la gronda,che rischiano di divenire solo l’ennesimo caso di opera inutile e di sperpero di denaro pubblico”.