Plodio. La scossa sismica di lunedì scorso non ha causato danni nel Savonese ma c’è un edificio, già dichiarato inagibile e sotto gli occhi di molti, che ha risentito del movimento tellurico. Si tratta della parrocchiale di Plodio, chiusa dal 2011 per la cui riapertura si stanno battendo da tempo i fedeli, destreggiandosi ormai da mesi tra la burocrazia, i tempi e i “fuochi” incrociati di Soprintendenza dei Beni Architettonici, Diocesi di Mondovì, Comitato “Salviamo la Chiesa di Sant’Andrea” e Comune di Plodio.
A seguito degli ultimi incontri, infatti, è emersa la volontà da parte del Vescovo Monsignor Pacomio di riaprire ai plodiesi l’edificio di culto senza eseguire i lavori di consolidamento auspicati dai parrocchiani, e per i quali, il Comitato nato ad hoc, ha raccolto in questi mesi ben oltre 30 mila euro con iniziative benefiche e ha presentato un progetto per la sua messa in sicurezza. Progetto sul quale, però, la Soprintendenza ha richiesto ulteriori integrazioni per dare il via agli interventi, con il conseguente allungamento dei tempi di attesa per la riapertura della chiesa.
Dopo la scossa di terremoto proprio ieri è stato fatto un sopralluogo che potrebbe fugare il cauto ottimismo espresso nei giorni scorsi dalla Diocesi già pronta a chiedere l’agibilità immediata poiché, secondo i tecnici, le crepe dal 2011 ad oggi non hanno subito peggioramenti. Non prima di lunedì, però, vista la recente caduta.





