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La pioggia a Savona “grazia” la processione del Venerdì Santo: “Che la passione di Gesù ci converta tutti”

Savona. La temuta pioggia alla fine non si è vista: e così la tradizionale Processione del Venerdì Santo ha potuto avere luogo, per la gioia delle migliaia di fedeli che, nelle strade, attendevano l’arrivo delle famose “casse”.

Una manifestazione particolarmente sentita sotto la Torretta, che è stata in forse fino all’ultimo a causa dell’incognita meteo: le antiche casse lignee sono molto sensibili all’umidità, e per questo non è possibile correre il rischio che si bagnino nel corso della manifestazione. Un’ora di febbrili consultazioni tra i priori delle varie confraternite, tra le 18 e le 19, e poi la decisione di non stoppare l’imponente “macchina” (la preparazione e il trasporto delle casse coinvolgono centinaia di persone) ma di anticiparne la partenza alle 20.15.

Tutto come da copione, quindi: la processione è iniziata con il consueto primo colpo di mazzetta da parte del vescovo Lupi. “La Processione è un momento impegnativo per tutta la città di Savona e non solo, ci ricorda la passione di Gesù – ha detto il Vescovo subito prima di dare il via – Che questo sia veramente un augurio per tutti: che la passione di Gesù ci converta tutti, ci faccia capire dove sbagliamo e dove dobbiamo impegnarci”.

Dal Duomo, poi, la processione si è avviata lungo le vie principali del centro città. I confratelli, ciascuno con la cappa caratteristica del proprio priorato, hanno trasportato le casse che raffigurano i vari momenti della Passione di Gesù Cristo in mezzo a una folla di fedeli, grandi e piccini. Le motivazioni di coloro che trasportano le casse, con amore ma anche con fatica, sono chiare: “Per fede, devozione”, spiega uno di loro. Mentre un altro racconta che si tratta di “una sensazione unica, provare il piacere di essere parte di qualche cosa che è bello sia per la cittadinanza che per l’aspetto religioso. E’ faticoso, ma penso che nella vita ogni tanto bisogna fare anche un po’ di penitenza”.

“E’ una passione, una fede, una sensazione eccezionale, un’esperienza incredibile”, commentano entusiasti uno storico capocassa e il suo vice. Una serata di fede ma anche di festa, soprattutto per i molti savonesi che hanno deciso di cenare per strada, come da tradizione, con l’immancabile farinata e le caratteristiche “fette”.