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Albenga, botta e risposta Cangiano-Ciangherotti: “Frasi inaccettabili”, “Punti nel vivo”

Albenga. Il candidato sindaco del centro sinistra per le prossime elezioni comunali albenganesi, Giorgio Cangiano, risponde alle parole dell’ex assessore Eraldo Ciangherotti che aveva definito la lista civica dell’opposizione “un’armata Brancaleone e un’accozzaglia senz’anima”. E non le manda a dire: “Eraldo Ciangherotti si è permesso di qualificare i componenti delle liste che mi sostengono come un’armata Brancaleone ed un’accozzaglia senz’anima, si tratta di espressioni francamente fuori luogo e per me inaccettabili in quanto rivolte nei confronti di persone che mi stanno concedendo fiducia e sostegno”.

Il candidato sindaco, poi, dopo aver risposto alla “sparata” dell’ex assessore, ritrova toni più pacati: “Il mio intento è comunque quello di evitare una campagna elettorale caratterizzata da botta e risposta mediante comunicati, perché credo che Albenga meriti proposte concrete e non vuote polemiche”.

E sottolinea: “Personalmente non mi permetterei mai di offendere coloro che fanno parte di altre liste perché credo che il rispetto delle persone e delle loro idee sia un valore fondamentale. Se in altri questo valore purtroppo è venuto meno, prima di criticare le liste sarebbe perlomeno necessario sapere chi sono effettivamente i candidati. Mi pare che tutto ciò derivi da un evidente nervosismo”.

Giorgio Cangiano, poi, pesca nel repertorio twitter di Matteo Renzi e conclude ironicamente con un hashtag in più: “#eraldostaisereno…Non dovrebbe essere una battaglia contro qualcuno ma un impegno a favore della città”.

Non si fa attendere la replica dell’ex assessore Eraldo Ciangherotti, che attacca il candidato sindaco a tutto campo: “È singolare come Giorgio Cangiano, alla guida della sua armata Brancaleone, parli solo ora di ‘impegno per la città’. Forse è convinto che ci si debba impegnare per Albenga, farsi vedere per le strade, stringere mani e salutare persone solo quando si è candidati a una poltrona. Viene da chiedersi dove fosse, il bravo ragazzo Giorgio Cangiano, quando si trattava di difendere Albenga, quando bisognava scendere in piazza per l’ospedale depredato dai suoi compagni di partito, fare le barricate per il tribunale chiuso con il sostegno del suo partito, o nelle mille altre battaglie condotte anche dalla società civile? Mentre migliaia di cittadini, non solo coinvolti in politica, alzavano la voce, lui dov’era?”

E ancora: “#eraldostaisereno. Evviva l’originalità. Suvvia, Cangiano, sai fare di meglio di così. O almeno, almeno spero, anche perché di ‘proposte concrete’, finora, dal candidato di facciata del PD non se n’è sentita neppure una. Più che un hashtag – e neppure sei su Twitter – un esercizio di copiatura da parte di Franco Vazio, giunto in soccorso nel ruolo di ufficio stampa del suo cugino, socio di affari e candidato sindaco del centro sinistra, solo per ripetere l’hastag che, solo qualche giorno fa, io stesso dedicai proprio a lui, al Franchino nazionale. “Giorgio da Norcia” non si preoccupi di me, ma piuttosto delle stesse persone che affermano con nonchalance di sostenerlo e dargli fiducia, ma che sono già pronti a cambiare casacca, per l’ennesima volta, alla faccia della coerenza”.

Ciangherotti conclude con un’ultima stoccata: “Colgo un segnale, nelle parole dei cugini: prima di giudicare le liste, è necessario conoscere i candidati: forse vogliono suggerire un passo indietro agli avanzi del centrodestra, o magari nascondere le ricandidature dei cimeli del museo del PD albenganese, da Vio alla Vespo passando per Papalia? Se mi son permesso di qualificare i componenti delle liste che lo sostengono come nulla più che un’armata Brancaleone e un’accozzaglia senz’anima – frasi che confermo e che, noto con piacere, Cangiano ha trovato inaccettabili nei modi, senza però smentirle nei contenuti – e ho provocato la difesa d’ufficio dell’Avvocato Cangiano, sempre più mini-me di Vazio, evidentemente ho punto nel vivo i soci dello studio legale”.