Economia

Terminal Rinfuse, cassa immediata fino a giugno. E ora trema tutto il comparto carbone: altri 700 lavoratori

Vado Ligure. Nessuna sorpresa negativa, nessuna novità positiva: da lunedì sarà cassa integrazione per i lavoratori di Terminal Rinfuse, così come già ipotizzato alla vigilia. La nave presente in rada, che avrebbe potuto garantire ancora qualche giorno di lavoro e il rinvio dell’inizio della cassa, è ripartita questa notte per altre destinazioni con il suo carico di carbone.

Tutti a casa, dunque, da lunedì fino almeno al prossimo 29 giugno. “Purtroppo non ci sono state più novità anche dopo l’incontro in prefettura del 25 marzo – spiega Edoardo Pastorino, Uilcem Savona – e quindi continua ad esserci questo stato di agitazione e preoccupazione da parte dei lavoratori: il futuro, in questo momento, è sospeso per tutti”.

A tremare, infatti, non sono più solo i dipendenti di Tirreno Power e quelli dell’indotto, di cui fanno parte i lavoratori di Tri, ma tutto il comparto del carbone. Funivie, Italiana Coke, Altifondali: altre 700 persone che andrebbero ad aggiungersi a tutte quelle già in ballo. “Il governo deve decidere se il carbone in Italia dobbiamo usarlo oppure no, è determinante – spiega Roberto Speranza di Fit Cisl – non c’è dubbio che se il governo non chiarisce il piano energetico nazionale, e quindi non dà il via libera al carbone, tutti quelli che con esso lavorano nella nostra provincia sono a rischio”.

La chiave di volta immediata è, ovviamente, Tirreno Power. “Il discorso sulla centrale deve ripartire immediatamente – è l’analisi di Speranza – e va coinvolta anche l’Autorità Portuale perché indubbiamente si mette in dubbio anche la possibilità da parte di Tri di investire sulla piattaforma: se non parte il carbone anche tutto il discorso dello spostamento dell’impianto del Terminal Rinfuse è in discussione. Questa è una partita che dobbiamo giocare tutti insieme, senza farci schiacciare dalla situazione”.