Vado Ligure. “Bisogna accomunare lavoro ed ambiente insieme, sono due cose che non vanno separate. Una provincia che ha 30.000 disoccupati non si può permettere questo lusso”. A parlare è Bruno Martinazzi, della Fiom Cgil, in rappresentanza della Rsu di Bombardier.
E’ folto infatti il gruppo di dipendenti della fabbrica vadese leader nel settore ferroviario davanti ai cancelli di Tirreno Power. L’obiettivo è quello di manifestare solidarietà nei confronti di tutti i lavoratori dell’indotto della centrale, che questa mattina si sono riuniti in un presidio spontaneo contro la decisione dell’azienda di ricorrere alla cassa integrazione ordinaria: una scelta che rischia di escludere tutti coloro che non sono dipendenti diretti della centrale dalla copertura degli ammortizzatori sociali.
“Siamo qui davanti ai cancelli per solidarietà, perché anche noi abbiamo vissuto momenti difficili, e potremmo venire nuovamente coinvolti tra un annetto nelle stesse problematiche che in questo momento hanno i lavoratori di Tirreno Power e dell’indotto – spiega Martinazzi – La solidarietà va data, dobbiamo fare fronte comune. Dobbiamo cominciare ad avere una cultura che negli anni passati esisteva e che oggi non esiste più: se siamo uniti si risolvono i problemi, se stiamo disuniti qualcuno vince”.
E proprio l’unione d’intenti è al centro del progetto che circola in queste ore tra le varie Rsu: i lavoratori stanno progettando di andare in mezzo alla gente, con dei banchetti fissi nei mercati di Savona, Vado e Quiliano, in cui sensibilizzare i cittadini sulle problematiche del lavoro. Non solo Tirreno Power, quindi, ma tutte le aziende del comprensorio.
I dipendenti Bombardier intanto si dicono pronti a scioperare con i “colleghi” messi in strada dal sequestro dei gruppi a carbone: “Se ci sarà uno sciopero generale è chiaro che saremo affianco agli altri, altrimenti non ne usciamo – conferma Martinazzi – Bombardier vive anche sull’indotto: se queste aziende che lavorano sia per la centrale che per Vado Ligure muoiono, noi dove produciamo, a chi ci rivolgiamo?”.