Vado Ligure. Agg. ore 9.20 – “Le nostre richieste sono lampanti – dice Gerardo D’Arienzo – vogliamo solamente avere la situazione chiara, e che qualcuno ci dica le cose come stanno. Se dobbiamo essere fuori dall’oggi al domani ce lo dicano. Noi non abbiamo nessuna rappresentanza sindacale, nessun paracadute; loro ce l’hanno, però non vogliamo nemmeno fare la guerra tra poveri. Siamo un po’ allo sbando”.
“Alcune aziende stanno approfittando di questo momento di incertezza per fare dei tagli, e togliersi i lavoratori che non vogliono”, denuncia un altro lavoratore. I dipendenti diretti testimoniano invece solidarietà: “Siamo tutti colleghi e tutti lavoratori all’interno della centrale. Nei prossimi giorni faremo un’assemblea unitaria per capire cosa possiamo fare tutti insieme: la cosa incredibile è che oltre alla centrale, ora è stato sequestrato anche il lavoro. Facciamo un appello accorato affinché tutte le forze politiche e giudiziarie facciano chiarezza in fretta sulla riapertura della centrale, perché ci sono persone che da domani saranno a casa senza nemmeno il paracadute della cassa integrazione. Non si può più aspettare, e anche il tavolo ministeriale del 9 aprile è troppo lontano”.
Non dovrebbe invece avere luogo il corteo ipotizzato in origine per venerdì mattina (sempre qualora venisse confermata per quel giorno la firma della cassa): l’ipotesi più probabile è quella che i lavoratori si rechino autonomamente di fronte all’Unione Industriali e il presidio abbia luogo direttamente in loco, senza corteo.
Agg. ore 8.50 – Si respira tensione davanti ai cancelli di Tirreno Power. Il presidio dei lavoratori dell’indotto, essendo di natura spontanea, non è coordinato da alcuna sigla sindacale, e questo per qualche minuto ha portato a malumori nella folla preoccupata: alcuni lavoratori del presidio accusavano sindacati e dipendenti diretti di disinteresse nei confronti della loro situazione e di averli “abbandonati”. Ne è nato un battibecco placatosi solo dopo alcuni minuti.
Nel frattempo circola l’ipotesi che l’appuntamento per la firma della cassa integrazione ordinaria per i 102 dipendenti diretti della centrale possa essere fissato per venerdì mattina. Nel presidio si sta quindi organizzando, se tale voce dovesse venire confermata, un’assemblea unitaria di diretto e indotto proprio per venerdì mattina, con presidio e corteo fino alla sede savonese dell’Unione Industriali.
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Un centinaio di lavoratori dell’indotto di Tirreno Power si sono radunati a partire dalle 6 di questa mattina davanti all’ingresso della centrale. Si tratta al momento di un presidio spontaneo, non organizzato dalle sigle sindacali, frutto quindi principalmente della paura di chi teme di vedere il proprio posto di lavoro svanire; nel mirino della contestazione ovviamente la scelta, da parte dell’azienda, di optare per la cassa integrazione ordinaria anziché quella straordinaria, escludendo di fatto centinaia di lavoratori dell’indotto dalle coperture degli ammortizzatori sociali.
La regione ha dato la propria disponibilità a coprire questi ultimi con la cassa in deroga, ma sindacati e lavoratori chiedono, spiega Fulvia Veirana della Cgil, che “i lavoratori siano tutti sotto uno stesso cappello”. Per il 9 aprile sarà convocato il tavolo interministeriale.