Loano. I cittadini loanesi abituati a gettare nel cassonetto televisori, poltrone o materassi facciano attenzione: oltre alla multa, ora rischiano anche lo scherno e la disapprovazione dei concittadini. Rendere pubbliche le “malefatte” di chi non rispetta le regole in merito alla raccolta rifiuti è infatti la mossa scelta da Luca Lettieri, assessore alla polizia municipale, per contrastare il fenomeno: chi sgarra finisce su Facebook.
Il Comune, già nel 2013, aveva installato in tutta la città una cinquantina di telecamere, in posizioni ritenute strategiche per la sorveglianza e la salvaguardia della sicurezza, a cui si aggiungevano due telecamere mobili da collocare all’occorrenza.
E proprio nelle immagini di queste telecamere sono immortalati diversi cittadini intenti a disfarsi di rifiuti ingombranti o speciali nel modo meno corretto, abbandonandoli vicino ai cassonetti. Un comportamento che denota scarso senso civico e che va condannato: così Lettieri ha pensato di pubblicare le immagini sui social network, nei gruppi più frequentati dai loanesi.
Le immagini, fornite dal comando della polizia municipale, non lasciano scampo agli abusivi, colti in flagrante: sui social i volti sono ovviamente oscurati, ma sono ben visibili nelle fotografie originali in mano agli agenti. “A supporto delle richieste di intervento sui conferimenti abusivi di spazzatura, pubblico queste foto (telecamere mobili) che dimostrano che il lavoro lo stiamo facendo con assiduità – spiega Lettieri sui social – É un lavoro complesso che impegna gli uffici comunali per l’installazione delle telecamere, e il comando di polizia municipale che deve “sbobinare” i video per “beccare” questi maleducati”.
La speranza dell’assessore è che i post che “sbugiardano” i colpevoli fungano da deterrente nei confronti di coloro che intendono conferire abusivamente nei cassonetti. Lettieri lancia addirittura un appello: “Postate questo post nelle vostre bacheche”. Attenzione, quindi: la multa di 600 euro prevista (soldi che vanno alla provincia) è già salata, ma le occhiate dei concittadini dopo essere stati pubblicamente “sgamati” potrebbero fare ancora più male.









