Vado L. “Le notizie sul sequestro cautelativo degli impianti della centrale Tirreno Power di Vado Ligure desta grandissima preoccupazione: c’è la necessità assoluta, da un lato, che sia verificato, e sanzionato, il rispetto delle prescrizioni che tutelano la salute, dall’altra che sia salvaguardata la continuità di lavoro e di reddito per i dipendenti di Tirreno Power e dell’indotto”. E’ il commento della parlamentare savonese del Pd Anna Giacobbe al sequestro di oggi degli impianti a carbone della centrale vadese.
“Inoltre si conferma l’esigenza assoluta che siano definite compiutamente le scelte nazionali di politica energetica, in particolare sui tempi e sui modi del superamento dei combustibili fossili, sulle condizioni di esercizio degli impianti e le garanzie per la popolazione dei luoghi dove sono insediati, su diversificazione delle fonti e costi dell’energia per le attività economiche”.
“Dobbiamo avere tutti grande rispetto del lavoro della magistratura ed insieme guardare avanti, lavorare per soluzioni di prospettiva utili a chi vive e lavora nel nostro territorio”.
“Sono intervenuta oggi sul Ministero dell’Ambiente per verificare le loro informazioni e valutazioni sulla situazione di emergenza in corso e per riavviare un confronto, che dovrà coinvolgere anche altri Ministeri, sulle prospettive di quell’impianto, delle persone che ci lavorano, della salute e della qualità della vita delle popolazioni” conclude la Giacobbe.
“Fare per Fermare il Declino non può che manifestare la propria più viva preoccupazione per le notizie relative al sequestro della centrale termoelettrica di Vado Ligure oggi disposto dall’Autorità giudiziaria di Savona. L’evento costituisce epilogo di una lunga ed ingiustificabile stagione di incertezze e di mancate decisioni delle amministrazioni pubbliche competenti (Regione Liguria e Governo), che finiranno per danneggiare sia il territorio, che la popolazione”.
“E’ evidente che – ha precisato il Coordinatore regionale di Fare per Fermare il Declino, Marco Nocentini – l’adozione di un provvedimento giudiziario così grave, a fronte delle problematiche aperte ormai da anni attorno al sito produttivo in questione, evidenzia le incredibili incertezze e incapacità d’intervento palesate in questo lungo periodo dalla Regione Liguria e dallo Stato”.
“Non intendiamo entrare nel merito della questione – che, evidentemente, sarà oggetto dei necessari accertamenti dell’Autorità giudiziaria – ma certamente non è possibile che l’incertezza con cui lo Stato e la Regione hanno gestito la vicenda, si traducano in pregiudizi per l’occupazione e per il territorio e in perdite di occasioni di investimento che costituivano l’occasione di affrontare la questione in modo radicale e ben più efficiente”.
Il sequestro della centrale è stato accolto con favore anche dal Movimento 5 Stelle. “Finalmente! La lotta contro il carbone che il MoVimento 5 Stelle porta avanti da anni e la battaglia per la tutela della salute di chi abita nei tanti comuni in cui la centrale porta ogni giorno morte e malattia sono ancora lontane dall’essere vinte ma oggi per tutti noi è una gran bella giornata – scrivono in una nota – A questo blocco dell’impianto siamo arrivati dopo anni di lotte ed esposti, perizie fatte fare da singoli cittadini e comitati, che soli hanno difeso la salute degli abitanti di un’intera provincia”.
“Dov’erano le istituzioni mentre Tirreno Power, in nome del profitto, inquinava, uccideva e faceva ammalare migliaia di cittadini? – chiede Matteo Mantero, portatore M5S alla Camera – È bastata una visita di ispettori competenti ed onesti dell’ISPRA, per rilevare colossali violazioni alle prescrizioni previste dall’AIA. E allora perché si è consentito che le misurazioni al camino fossero eseguite dalla stessa centrale in regime di autotutela (in pratica si certificavano da soli!), perché la Regione, nonostante il parere allarmante dell’Ordine dei medici di Savona e le perizie dei comitati ha concesso addirittura l’ampliamento, ancora a carbone?”.
“Forse perché la centrale è per il 39% di Sorgenia e Sorgenia è di De Benedetti e De Benedetti è del PD, o meglio il PD è di De Benedetti, visto che è lui il burattinaio di Renzi?” gli risponde Simone Valente, portavoce M5S alla Camera. “Perché i sindaci non hanno imposto condizioni vincolanti in sede di conferenza dei servizi, perché non hanno usato i poteri che la legge conferisce loro? I cittadini di un intera provincia sono stati completamente abbandonati a se stessi. La chiusura è avvenuta solo grazie alla magistratura intervenuta a seguito delle sollecitazioni di tanti cittadini informati”, interviene Sergio Battelli, portavoce M5S alla Camera.