Vado L. “Un atto grave contro la centrale ed i lavoratori che negli anni si sono adoperati al rispetto delle norme per le emissioni. Per la centrale sembra ci sia un trattamento diverso rispetto ad altri impianti…Prima di tutto siamo cittadini e anche noi viviamo in questo territorio…”. Così Maurizio Perotti dell’Rsu sindacale della centrale Tirreno Power, mentre tra i lavoratori, indotto compreso, resta la forte preoccupazione sul loro futuro.
“C’è paura di perdere il posto di lavoro e questo sequestro avrà ripercussioni…” dicono. E per alcuni era nell’aria un provvedimento del genere, anche se…”Forse passare dal progetto di ampliamento alla chiusura non ce lo aspettavamo…”.
“Riteniamo che si debba fare chiarezza e chiederemo subito un vertice con il Prefetto ed il Ministero. Se le normative valgono per tutti non vediamo perché per Vado Ligure” aggiunge.
“Noi ci sentiamo tranquilli. Non pensiamo certo di abbandonare questo territorio, anzi credo che con gli investimenti nelle nuove tecnologie del settore potremo garantire occupazione e sviluppo sostenibile” conclude Maurizio Perotti.
“Ci sentiamo criminalizzati. Ma siamo anche sereni rispetto all’attività che viene svolta nella centrale, nell’ambito delle leggi e normative vigenti – aggiunge Luca Porcile della Rsu sindacale -. Si è perso di vista il fatto che noi stessi abitiamo con moglie e figli su questo territorio e se avessi la consapevolezza che questa realtà industriale fosse pericolosa avrei fatto di tutto per andare via e invece sono 23 che sono qui…”.
Domani mattina è stata convocata una assemblea dei lavoratori. “Non c’è alcuna paura che la centrale non si riattivi…Siamo certi dell’operato di questi anni” conclude Porcile.
“Il blocco della produzione e la totale assenza di informazioni sulle ragioni del sequestro e sulla sua durata, destano serie preoccupazioni per le prospettive occupazionali del sito e della filiera che occupa quasi settecento lavoratori” afferma una nota congiunta delle organizzazioni sindacali, che hanno formalizzato la richiesta di convocazione urgente alle istituzioni.
“La fondamentale azione di controllo pubblico sul rispetto dei limiti ambientali e il mantenimento della continuità occupazionale dei lavoratori che prestano attività per la produzione di energia su Vado sono elementi di “interesse pubblico” e rendono urgentissima la convocazione di questo incontro. Al più presto devono essere individuate soluzioni che, nel totale rispetto dell’ambiente e dell’indagine della procura garantiscano l’equilibrio di questi due fattori”.