Cronaca

Violenza sessuale, assente il difensore: rinviata la discussione del processo a Gino Messina

Gino Messina

Savona. Sarebbe dovuto riprendere questa mattina il processo per violenza sessuale a Gino Messina, il noto pierre alassino che è accusato di aver abusato di una ragazza russa di 28 anni. A causa dell’impedimento del suo legale di fiducia, l’avvocato Antonio Paparo, il processo è stato però rinviato al prossimo aprile per l’audizione degli ultimi testimoni e la discussione.

Nelle scorse udienze il pierre alassino ha negato con decisione di aver violentato, la notte del 1° settembre 2010, nel suo garage alassino di via Piani Romani la giovane russa che lo ha denunciato. “Siamo andati nel mio garage per cambiare la macchina, una decapottabile americana molto particolare, perché volevo essere meno riconoscibile. Ha fatto tutto lei: appena siamo scesi mi è saltata addosso” aveva detto Messina.

Secondo il racconto di Messina, che in aula aveva anche raccontato minuziosamente tutti i dettagli del rapporto sessuale, non ci fu alcuna violenza: “Lei continuava a baciarmi e siamo passati ai preliminari, poi abbiamo avuto il rapporto appoggiati nel bagagliaio della Smart. Fosse stato per me non sarebbe successo nulla, ma quando lei, che era un po’ brilla, mi è letteralmente saltata addosso non mi sono tirato indietro. Sembrava tutto apposto, finito il rapporto mi ha anche chiesto ‘Non mi fai un regalino? Me lo sono meritato no?’. Poi ha visto le chiamate del fidanzato”.

A quel punto, sempre secondo quanto riderito da Messina, la ragazza avrebbe perso la testa: “Ha parlato con un’amica, credo, e poi con il fidanzato e ha iniziato ad agitarsi. Sembrava sconvolta e ha detto a lui al telefono ha detto ‘Non ho fatto niente te lo giuro, mi hanno violentato’. Quando io ho sentito quelle frasi mi sono preoccupato e ho cercato di farla ragionare. Lei in quel momento ha avuto una reazione violenta e ha preso a graffiarmi. Io l’ho bloccata e poi sono andato subito dai carabinieri a denunciare quello che era successo. Quando le ho sentito dire di essere stata violentata ho voluto chiarire subito cosa era successo davvero”.