Liguria. “Quella che viene chiamata dalla Regione Liguria con un ipocrita eufemismo riprogrammazione del servizio ferroviario è solo l’ennesimo ulteriore passo verso uno smantellamento del servizio ferroviario regionale e sovraregionale da parte della Regione”. Lo dicono a chiare lettere i comitati e le associazioni dei pendolari che commentano la riprogrammazione dei treni prevista dalla Regione in seguito ai tagli operati dal Piemonte.
“E’ semplicemente sconcertante leggere che il risultato è la soppressione solo di due treni lavorativi, oppure che le altre soppressioni riguardano esclusivamente treni festivi e in orari con minor frequenza, o ancora ancora ci siamo concentrati sulla linea Genova-Acqui, partendo dal presupposto che fino a questo momento non era mai stato tolto nessun treno…Tutte affermazioni che si commentano da sole”.
“Ma se allora se sono “solo” 2 perché non solo tre o quattro? E se il servizio festivo non conta, allora perché non tagliarlo del tutto? Incredibile poi l’affermazione relativa alla Genova-Acqui Terme, “colpevole” di non aver subito fino ad ora nessun taglio di treni! Far passare ulteriori gravi tagli per un successo non è certo riprogrammazione, come viene ipocritamente dichiarato, ma solo mistificazione e conferma della politica della Regione Liguria, che vede il servizio ferroviario come un fastidioso problema di bilancio e i cittadini e gli utenti come soggetto privo di diritti”.
“0,26% : questa la miserrima percentuale sul bilancio che spende la Regione Liguria per il servizio ferroviario, contro lo 0,54% di Emilia Romagna, lo 0,71% di Friuli-Venezia Giulia, lo 0,76 % di Toscana o l’1,19% di Lombardia per non parlare dell’1,22% della Provincia di Trento e l’1,97% della Provincia di Bolzano! Uno 0,26% che chiarisce l’affermazione sull’impossibilità di trovare altre risorse aggiuntive sul bilancio regionale” per quello che è: una precisa scelta politica di disinteresse verso il servizio ferroviario, che la Regione Liguria fa passare per un evento indipendente dalla propria volontà” aggiungono ancora i pendolari.
“- 20,8%: questi i tagli fatti complessivamente al servizio ferroviario dalla Regione Liguria dal 2011 al 2013, percentuale che pone la Regione Liguria solo al secondo posto in Italia in questo triste primato: ma con questi prossimi tagli di marzo, potrà probabilmente raggiungere la prima posizione. Tutto questo mentre la Lombardia non ha tagliato un solo treno”.
“Ma quello che rende ancor più grave la decisione di questi ulteriori nuovi tagli, è la precisazione da parte della stessa Regione Liguria, che questa è un’operazione che comunque non consente ancora alla Regione di raggiungere il pareggio nel conto economico con Trenitalia. E quindi altri tagli potrebbero essi messi in atto nei prossimi mesi”.
“I tagli di marzo 2014 sono una sconfitta per tutti: utenti, pendolari, cittadini e territori interessati. Ma non potranno che esserci altre sconfitte per tutti se non cambierà la politica di bilancio e di pianificazione della Regione Liguria” concludono i pendolari.
“La giunta regionale ha stabilito – spiega il consigliere regionale di minoranza Raffaella Della Bianca -, attraverso la sopra citata riprogrammazione, la soppressione di 21 treni, 3 in giorni lavorativi e 18 in giorni festivi, per bilanciare in parte i tagli attuati dal Piemonte nelle tratte di sua competenza. Questi tagli causeranno pesanti disagi a tutti i pendolari, ma non solo, avvicinandosi la stagione estiva, tale ridimensionamento porterà inevitabilmente ad un calo del turismo, ed in una regione come la Liguria a vocazione turistica ciò è gravissimo”.
“Ho presentato un’interrogazione – dice Della Bianca – per sapere se la Giunta intende riferire quale sia, allo stato attuale, il quadro generale della mobilità nella nostra regione e se questa riprogrammazione del servizio ferroviario sul territorio ligure penalizzerà il turismo della nostra regione”.