Savona. Nubi nere si addensano attorno alla stazione di servizio San Cristoforo Sud, tra Savona e Albisola, in direzione Genova, chiusa a fine dicembre sotto i colpi di una crisi che sembra viaggiare anche in autostrada e che minaccia undici lavoratori.
Gli assessori Enrico Vesco (per la Regione Liguria) e Giorgio Sambin (per la Provincia di Savona) hanno incontrato questa mattina Luca Ungaro, il direttore Aree di Servizio di Autostrade per l’Italia, che ha tracciato un quadro della rete di rifornimento lungo lo Stivale, ponendo l’accento sulla necessità di un ripensamento che sembra avere il sapore di un progressivo ridimensionamento.
Queste, in estrema sintesi, le premesse: le aree di servizio italiane sono sempre meno efficienti dal punto di vista economico, e quella savonese non fa certo eccezione. Di qui, non solo la decisione di chiuderla, ma anche quella di non riaprirla più.
“Dalla società Autostrade abbiamo registrato un’indisponibilità a ripensare a una nuova stazione di servizio in loco, con tanto di pompa di benzina e bar-ristorante. Quell’area verrà destinata ad altro, a quanto pare senza possibilità per i lavoratori di essere ricollocati” annuncia l’assessore Vesco che sta comunque pensando a un nuovo incontro con i sindacati per pensare a una soluzione diversa che non tolga ogni speranza agli ormai ex dipendenti.
“Il percorso è davvero tortuoso, ma la nostra priorità rimane la tutela dei lavoratori e per questa ci batteremo – prosegue Vesco – Innanzitutto mi viene da dire che prima di chiudere si poteva tentare di ridurre il più possibile il canone alle concessionarie; poi aggiungo che per stimolare una riapertura si potrebbe pensare a un canone simbolico, che attiri investitori. Insomma, non ci sentiamo sconfitti, le tenteremo tutte, ma non neghiamo che la volontà di Autostrade, che fa un ragionamento di tipo puramente economico, sia chiarissima e lasci davvero pochi margini di manovra”.
Ad intervenire è anche Lorenzo Ferraro della Filcams Cgil Savona: “Ci riserviamo di chiedere un incontro con i soggetti eventualmente interessati a fare un investimento di questo tipo. Un conto è se davvero non vi è alcuna proposta possibile in ballo, un altro è se è Autostrade a non voler creare le condizioni perché nell’area San Cristoforo Sud subentri qualche soggetto. Vedremo dunque di trovare e valutare proposte di insediamento davanti alle quali Autostrade non potrà fare spallucce: chiediamo dunque la sua collaborazione per salvare 11 famiglie in difficoltà”.
La San Cristoforo Sud è stata chiusa a fine dicembre dal gestore, Servishop, per la crisi del traffico unita anche all’installazione, nel 2011, delle barriere antirumore in quel tratto di autostrada che ha costretto per mesi alla “chiusura forzata” della stessa. Una volta ultimati i lavori il punto di sosta è diventato quasi invisibile, rendendo insostenibile il peso di una dozzina di lavoratori a fronte di un fatturato in continuo calo.
