Sanremo 2014: i commenti ai big di Danila Satragno, la vocal coach dei vip

danila satragno

Sanremo. A poche ore dal via della 64esima edizione del Festival della Canzone Italiana, la savonese Danila Satragno, nota nell’ambiente per essere la vocal coach di alcuni grandi cantanti tra cui Giuliano Sangiorgi e Annalisa Scarrone, ha voluto esprimere i propri commenti relativi ai 14 big in gara. Cantante e musicista, collaboratrice di grandissimi artisti tra cui Fabrizio De André, Mango, Rossana Casale, Stefano Bollani e Neri Marcorè.

Arisa: “sicuramente ha il dono di far scaturire nelle persone delle forti emozioni. la sua espressione che passa velocemente dalla leggerezza alla nostalgia sa muovere il cuore. Usa solo una parte delle sue potenzialità vocali e ci mostra solamente la punta dell’iceberg…forse anche questo fa parte della sua magia?”.

Noemi: “voce intensa che potrebbe permettersi pagine di musica piu’ complesse. Nel suo caso la voglia di essere assolutamente congrua a se stessa ed al suo personaggio le limita in parte una naturale evoluzione delle sue potenzialità. Vorrei avesse il coraggio di tentare nuove strade a qualunque costo: dal modo di cantare, al look fino alla gestione dello spazio scenico. Eppure quando l’ho ascoltata nei panni della giurata aveva delle intuizioni veramente interessanti”.

Cristiano De Andrè: “difficile per me rimanere immune dall’affetto che mi lega a Cristiano. Siamo stati compagni di ‘cordata’ con Faber per anni e abbiamo condiviso momenti di gioia , paura, rabbia, follia…ma credo che nessuno possa negare il fatto che siamo davanti ad una grande musicista con una penna intensa, importante.
Forse il ‘mal de vivere. che ogni tamto lo abbraccia sino quasi a stritolarlo, gli regala perle di poesia altissima…non senza presentare il conto pero’: artisti di questo calibro non possono che far bene al palco di Sanremo… e non è detto il contrario”.

Raphael Gualazzi: “non necessariamente un pianista che canta (o una cantante che suona) deve essere un jazzista. Ecco, mi piacerebbe sentire un Gualazzi che non scimmiotta lo swing ma che semplicemente lo facesse a modo suo: il jazz è un linguaggio con cui possiamo tradurre qualunque musica. La sua vocalità è morbida ma troppo spesso non controllata, e’ un peccato”.

Giusy Ferreri: “artista coraggiosa. Ha avuto la forza di fermarsi a riflettere sulla propria musica, sui propri suoni e di non allinearsi a situazioni musicali che in qualche modo non rappresentavano interamente la complessità del proprio personaggio. Forse l’ esempio più unico che raro di un’artista cresciuta in un talent che ha avuto la forza di mettere in stand by la forza d’inerzia del successo televisivo per riproporre la propria musica più intima a qualunque costo. Sono molto incuriosita dalla sua prestazione sanremese, soprattutto nel brano cantautore”.

Giuliano Palma: “artista sicuramente di qualità ma la sua musica ha sempre il gusto di qualcosa di ‘imprestato’ a cui non riesco a dare un peso di personalità e di originalità”.

Antonella Ruggiero: “una garanzia sul palco di Sanremo. Certo che la prova e’ difficile per chi ha già calcato tante volte quel palco. Per lei non si può che sperare in pezzi giusti che coniughino tradizione (imprescindibile con una artista cosi preziosa) e novità. Basta che non la facciano duettare con Marta sui tubi”.

Rubino: “un giovane artista che risente dell’attrazione di Vinicio Capossela e Paolo Conte ma, sicuramente, un giovane talento da seguire. L’originalità dei suoi testi e l’atmosfera circense-felliniana che lo hanno caratterizzato nella scorsa edizione di Sanremo in veste di nuova proposta e gli hanno permesso di ottenere il Premio della critica, lo rendono un personaggio che potrebbe suscitare curiosità in questa edizione 2014, anche perchè ora la responsabilità è maggiore dal momento che canterà tra i big”.

Renga: “Francesco Renga è ormai un habitué del palco sanremese e giunge quest’anno alla sua 7° partecipazione, di cui una come nuova proposta con i Timoria e dopo aver vinto per due volte il premio della critica e un primo posto come big. La sua timbrica riconoscibile e le sue melodie ipnotiche suscitano ancora emozioni anche se sarebbe bello ascoltare qualcosa di nuovo, anche perché sono convinta che Renga non abbia ancora saputo sfruttare tutte le potenzialità ed i colori del suo strumento vocale”.

Ron: “un cantautore italiano sulla scena da tanti anni, con una grande esperienza, tante grandi canzoni e abile talent-scout (Biagio Antonacci per esempio), vocalmente meno rappresentativo. Ultimamente sotto tono, mi auguro che quest’anno riesca ad offrire al palco di Sanremo qualcosa di nuovamente toccante”.

Frankie Hi-Nrg mc: “ricordo perfettamente il suo bellissimo cd Verba manent con cui ha esordito nel 1992, diventando uno dei primi in Italia a fare political rap. L’ho piacevolmente riscoperto in diverse collaborazioni, da Fiorella Mannoia a Raf, dai Tiromancino a Niccolò Fabi. L’ho apprezzato come autore per Cristicchi e in duetto con Giorgia e, addirittura, in veste di regista e attore. Quest’anno torna a Sanremo per la seconda volta dopo rivoluzione che ho apprezzato soprattutto perché contiene un campionamento del brano introduzione di Fabrizio De Andrè, tratto dall’album “Storia di un impiegato”.

Francesco Sarcina: “ex Vibrazioni e in duetto con Giusy Ferreri nel passato Sanremo. Modalità di espressione canora già sentita in canzoni non troppo convincenti: speriamo nella “scossa” sanremese”.

Riccardo Sinigallia: “cantautore della scuola romana la cui riconoscibilità stilistica si esprime attraverso i testi e l’espressività della voce che – ahimè – non viene sfruttata in tutta la sua potenzialità perché non gioca pochissimo con la sua estensione vocale e con i cambi dinamici ma rimane volentieri per scelta a cantare quasi dialogando per narrare una storia di vita. Su linee melodiche monofoniche quasi a dialogare con se stesso articolando i suoni spesso internamente ( vedi…( anzi ascolta) cadere. Trovo tutto ciò una scelta dell’essenziale che mi attira. Attendiamo questa prova del 9 anche per lui”.

Perturbazione: “all’attivo ben 9 album,quindi, un gruppo con una tradizione oramai consistente. Tuttavia nonostante si avvolgano di un’allure di musica concettuale e vagamente d’elite non riescono a convincermi sino in fondo sia nei testi che nella struttura dei brani ed anche nel sound nonché nell’espressività della voce. Aspetto la loro esibizione sanremese a dare un ulteriore giudizio definitivo”.