Savona. Lotta serrata contro l’evasione fiscale, “in primis gli evasori totali che rappresentano un grave danno all’economia e poi abbiamo osservato la fiscalità internazionale aziende che hanno interessi all’estero” dice il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Savona Michele Piemontese, presentando il bilancio di attività delle fiamme gialle nel corso del 2013.
Nell’anno appena concluso la Guardia di Finanza di Savona ha eseguito 131 verifiche e 159 controlli nel settore delle imposte dirette e Iva, che hanno consentito di far emergere circa 100 milioni di euro di base imponibile sottratta all’imposizione fiscale, Iva dovuta per 13 milioni di euro e ritenute non operate per 500 mila euro.
Nel corso delle attività ispettive sono stati scoperti 47 lavoratori “in nero” e 19 irregolari, sono stati individuati 69 evasori totali e 17 paratotali (da soli hanno consentito di recuperare 75 milioni di euro di base imponibile e 11 milioni di euro di Iva), segnalati all’Autorità Giudiziaria 83 soggetti responsabili a vario titolo di frodi e reati fiscali, per aver utilizzato o emesso fatture false, per non aver versato le imposte dovute, o per aver omesso di presentare le dichiarazioni dei redditi.
“Un anno positivo sotto il profilo qualitativo che quantitativo. Le nostre operazioni sono utili a tutti i cittadini e non solo ai privati, ma anche agli imprenditori perché contrastiamo la concorrenza sleale che in un momento di crisi non fa certo bene” aggiunge il comandante Piemontese.
Fra gli evasori di lusso sconosciuti al fisco non sono mancati possessori di attici in riviera e Suv intestati a parenti e amici, come il 58 enne procacciatore d’affari operante nel settore delle forniture meccaniche a paesi nordafricani, al quale sono stati contestati oltre 1,2 milioni di euro di ricavi non dichiarati e 500 mila euro di Iva non versata.
Nonostante il contrasto all’evasione fiscali cominci a dare i suoi risultati, con un calo dei “mancati contribuenti”, significativa la presenza di evasori savonesi con interessi all’estero: alcune imprese operavano all’estero con false costituzioni societarie, e viceversa: tra i Paesi coinvolti Svizzera, Cina e Kazakistan. Sul fronte dell’evasione fiscale internazionale, sono stati individuati 3 soggetti fittiziamente residenti all’estero, ma di fatto residenti o con stabili organizzazioni nella provincia savonese, i cui redditi, pari a circa 12,5 milioni di euro, sono stati ricondotti a tassazione in Italia. C’è stato intervento nel settore dei macchinari industriali, con agenti esteri che piazzavano prodotti presso società italiane, nell’ambito di una attività che risultava dalle carte fatta in Svizzera, ma che in realtà erano in Italia.
Le violazioni fiscali riscontrate hanno consentito di inoltrare all’Agenzia delle Entrate ed all’Autorità Giudiziaria proposte di misure cautelari per un ammontare di oltre 40 milioni di euro, eseguite per un valore di 1,3 milioni di euro, mediante sequestri per equivalente di beni immobili, mobili e somme in denaro.
Sono state inoltre eseguite 29 ispezioni nei confronti di contribuenti che hanno posto in essere operazioni intracomunitarie e 36 verifiche in materia di Accise (imposte che riguardano anche i prodotti energetici).
Sono stati effettuati oltre 4.500 controlli sul rilascio di scontrini e ricevute fiscali, che hanno evidenziato irregolarità nel 27,5% dei casi; oltre 1.000 sono stati i controlli delle merci su strada, di cui circa 230 hanno interessato prodotti soggetti ad Accise.
Gli intensi controlli operati in questo comparto hanno anche consentito di individuare un dipendente infedele di un distributore valbormidese, il quale, d’accordo con l’autista dell’autocisterna che riforniva l’impianto, aveva versato circa 2.000 litri di carburante in proprie taniche per poi rivenderlo o utilizzarlo personalmente.
Nel mirino delle fiamme gialle anche il gioco d’azzardo illegale: la guardia di finanza, nel 2013, ha effettuato 43 interventi nel settore dei giochi e delle scommesse, di cui 7 hanno avuto esito irregolare, in 2 casi con violazioni di natura penale. Di particolare interesse si è rivelata la scoperta, nel ponente savonese, di 5 centri scommesse illegali associati a bookmakers esteri non autorizzati ad esercitare nel territorio nazionale, i cui titolari, intestatari di conti correnti e beni immobili all’estero, avevano sottratto al fisco italiano redditi imponibili per circa 6 milioni di euro. “In questo settore facciamo molte ispezioni, è un settore delicato e ci sono molte persone che si giocano ingenti somme alle macchinette dei videopoker: senz’altro rappresenta un fenomeno molto sentito dall’opinione pubblica e per questo proseguirà l’azione di monitoraggio da parte della Finanza”sottolinea ancora il comandante della Guardia di Finanza savonese.
In materia di tutela della spesa pubblica, sono stati effettuati 67 controlli su contributi erogati a carico dei bilanci comunitario, nazionale e locali, di cui 62 hanno riguardato posizioni di soggetti beneficiari di prestazioni sociali agevolate o dell’esenzione dal pagamento dei ticket sanitari, che hanno consentito di riscontrare indebite percezioni di aiuti per oltre 750 mila euro e di segnalare 43 persone all’Autorità Giudiziaria.
Singolare il caso di un uomo di nazionalità albanese, residente ad Albenga, i cui genitori hanno soggiornato in Italia il tempo strettamente necessario per farsi riconoscere un assegno previdenziale dall’Inps, per poi far rientro nel proprio paese d’origine; il figlio ha invece continuato a riscuotere il contributo per 5 anni, incassando indebitamente circa 76 mila euro.
Un altro finto povero smascherato dalla Finanza godeva di un alloggio pubblico, buoni pasto e biglietti di trasporto pubblico a carico del comune di residenza, ma si era “dimenticato” di indicare nelle richieste di prestazioni sociali agevolate il possesso di 2 milioni di euro di titoli e un alloggio con garage in Piemonte. Altri casi eclatanti riguardano il titolare di importanti partecipazioni societarie e proprietario di una struttura alberghiera che beneficiava di prestazioni sociali agevolate erogate dal comune di residenza e 7 “finti ciechi” che percepivano da anni indebitamente la pensione d’invalidità.
L’attività svolta nel settore della tutela della spesa pubblica ha consentito di rilevare danni erariali per 1,1 milioni di euro; sono stati anche sottoposti a sequestro per equivalente beni per 250 mila euro, nella disponibilità dei titolari di una società del levante savonese che aveva percepito contributi da parte di un ente locale, in assenza dei requisiti previsti.
Particolare attenzione è stata prestata dai finanzieri anche al comparto valutario ed a quello del contrasto alla criminalità organizzata, con l’approfondimento di 108 segnalazioni di operazioni sospette, l’esecuzione di 3 ispezioni/controlli antiriciclaggio e di 8 accertamenti patrimoniali, che hanno consentito di contestare in 70 casi sanzioni amministrative, mentre per 23 soggetti è scattata la segnalazione all’Autorità Giudiziaria.
Altro settore in cui si è fatta sentire la presenza dei finanzieri è quella del contrasto all’abusivismo commerciale, alla commercializzazione di merci contraffatte e sulla sicurezza dei prodotti. In questo contesto sono stati operati, nel 2013, 115 interventi che hanno portato a 97 segnalazioni all’Autorità Giudiziaria e, in 18 casi, alla contestazione di violazioni amministrative; sono stati anche sequestrati beni per un valore superiore a 100 mila euro. Fra i casi più significativi si cita il sequestro di 3.000 pezzi di merce di vario genere, operato dai militari della Tenenza di Finale Ligure, a carico di 8 cittadini provenienti da vari Stati extra-UE, tutti sprovvisti di regolare licenza per la vendita, tre dei risultati essere entrati illegalmente nel territorio italiano e sprovvisti di regolare permesso di soggiorno.
Sul fronte della lotta al narcotraffico, nel 2013 la Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 200 chilogrammi di cocaina e 6 chilogrammi fra hashish e marijuana, grazie anche al fiuto dei due cani, un labrador ed un pastore tedesco, recentemente assegnati al Comando Provinciale di Savona. Questi sequestri confermano l’importanza dei porti savonesi quali crocevia di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, prospettiva che stimola i finanzieri a mantenere alta la guardia in questo specifico settore.