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Albenga, arriva Silvio Orlando ma la platea è mezza vuota. Teatro Ingaunia: “Aiutateci a mantenere in vita l’Ambra”

silvio orlando all'ambra

Albenga. Silvio Orlando sul palco dell’Ambra di Albenga e, a guardarlo, una sala che non riesce a registrare un “pienone” che un artista di questo calibro meriterebbe. Colpa di una scarsa promozione dell’evento o di una città poco interessata a manifestazioni culturali di questo tipo?

Il dibattito è aperto su Facebook, con l’appello di uno dei tanti spettatori che, l’altra sera, sono rimasti basiti davanti alle poltrone vuote del piccolo teatro in pieno centro storico ingauno. In scena “Il nipote di Rameau” di Denis Diderot, per la regia dello stesso Orlando, che ha aperto la rassegna teatrale “AlbengAteatro2014” organizzata dall’associazione culturale “Teatro Ingaunia” di Mario Mesiano. Una rassegna giunta alla terza edizione e che aveva raggiunto quota 210 abbonati, ma che quest’anno ha incontrato ostacoli legati alle vicende politiche albenganesi che hanno portato al commissariamento della città e, in generale, alla mancanza di contributi e sostegni economici.

Difficoltà che, evidentemente, hanno impedito agli instancabili organizzatori di promuovere a dovere questo spettacolo capace di dare lustro al ben poco luccicante Ambra. E così il giorno dopo è apparso online questo appello: “Gli Albenganesi. Che vogliono un teatro. Che viene a recitare Silvio Orlando. Che l’Ambra era mezzo vuoto. Tristezza” sono le parole scritte dallo spettatore deluso. A seguire tanti “ma io non lo sapevo nemmeno”, cui fanno seguito le parole del direttore artistico Mesiano.

“Condivido il post sul fatto che sia veramente un peccato che arrivi ad Albenga un personaggio pluripremiato e attore di grande rilievo come Silvio Orlando, portato ad Albenga, aggiungo, con non poche difficoltà – scrive – Vedere la sala piena solo a due terzi fa un po’ male, ma il problema quest’anno è stato l’inizio della campagna abbonamenti e promozionale notevolmente in ritardo rispetto agli altri anni (tre settimane invece che due mesi), l’annullamento di due spettacoli importanti con Cochi Ponzoni e Alessandro Benvenuti, il poco sostegno e scarsissima considerazione dimostrataci dalla precedente amministrazione Guarnieri nei confronti di una rassegna che aveva raggiunto la quota di ben 210 abbonati, la pubblicità contraria da parte di alcuni addetti ai lavori che diffondevano la voce che quest’anno la rassegna della Teatro Ingaunia non ci sarebbe stata, il raggruppamento di due rassegne teatrali all’interno dello stesso evento”.

“Tutto ciò – spiega Mesiano – ha fatto sì che si creasse un po’ di confusione e parte dei nostri abbonati si rivolgessero altrove. In più non c’è stato il tempo materiale di una giusta e corretta informazione. E’ pur vero che a volte la gente è anche un po’ distratta e non legge o non segue le informazioni culturali. Speriamo in un gradito ritorno dei nostri fedelissimi per i prossimi eventi”.

Inoltre pare che gli spazi disponibili in città per le affissioni di manifesti fossero già in gran parte occupati da quelli dell’associazione Kronoteatro, che contribuisce anch’essa alla creazione di un calendario di tutto rispetto per la nostra città. “Abbiamo imparato col tempo a giocare d’anticipo e a prenotare quegli spazi per tempo – precisa l’associazione – Anche noi più volte ci siamo dovuti accontentare”. E poi l’appello alla collaborazione, accolto con gioia da Mesiano: “Nessuna polemica. Non perdetevi d’animo. Viva il Teatro!”.

Continuare a lottare, però, non è facile, vista la mancanza di aiuti per far funzionare una struttura che avrebbe bisogno di qualche ritocchino per diventare davvero un vero punto di riferimento culturale sotto le torri ingaune. “In un anno e mezzo che la Teatro Ingaunia gestisce la struttura non abbiamo ancora ricevuto finanziamenti pubblici dalla Regione Liguria, mentre dal Comune di Albenga abbiamo, ad oggi, ricevuto poco più della metà della somma dovuta in cambio di giornate di affitto usufruite e terminate nel Marzo 2013. Giornate utilizzate, peraltro, anche dai ragazzi della Kronoteatro che, fortunatamente per loro, usufruiscono della sala Ambra gratuitamente – precisa Mesiano – Quindi, senza falsa modestia, mi sento di affermare che, ad oggi, l’Ambra vive grazie agli sforzi ed al lavoro (totalmente gratuito) svolto dai membri dell’associazione culturale Teatro Ingaunia. Mi sento di terminare con una affermazione: ‘L’Ambra non è un bene della Teatro Ingaunia, ma un bene per la città di Albenga’ e mi fa piacere che se ne parli, e che si mantenga viva l’attenzione su di esso”.