Savona. Dare la parola ai lavoratori, in particolare a quei 400 il cui futuro, a Savona, dipende da quello di Tpl. Questo il senso del “ni” della Provincia di Savona alla nascita dell’agenzia unica del trasporto regionale, verso cui qualche giorno fa sia il presidente Angelo Vaccarezza sia il suo omologo imperiese Sappa avevano espresso forti perplessità.
A ribadirlo è lo stesso numero uno di Palazzo Nervi a margine dell’incontro genovese del Cal (Consiglio Autonomie Lovali) cui ha partecipato insieme all’assessore regionale Enrico Vesco. “E’ stata una riunione importante, un altro passo concreto sotto regia dell’assessore Vesco – esordisce Vaccarezza – In generale, questa è stata una settimana fitta, con l’incontro di lunedì con la Rsu di Tp, quello di martedì proprio con Vesco e, infine, quello di oggi. Abbiamo semplicemente chiesto una serie di rassicurazioni circa le nostre nostre perplessità sul progetto, quali l’integrazione ferro-gomma, i costi standard, la legittimità dell’operazione di rinnovo dell’affidamento a Tpl”.
“L’agenzia è una volontà nostra, la abbiamo voluta noi all’interno del Cal, e abbiamo spinto affinché la Regione fosse azionista al 40% – precisa Vaccarezza – Io ho semplicemente proposto a lavoratori Tpl di accompagnarmi in questo percorso, fino alla stesura dello statuto, e poi di indire un referendum tra di lroo per conoscere il lroo parere. Questa è un’agenzia di capitali, io ho il 7%: se non faccio richieste e non ottengo garanzie oggi, poi conterò solo per quel 7% domani”.
“La Cgil mi attacca e dice che sto mettendo in moto una macchina che non saprò governare ma io non voglio governare nessuno, voglio informare, desidero che le persone sappiano e che a decidere siano quelle 400 famiglie savonesi per cui il piatto in tavola arriva grazie a un componente che lavora a Tpl. E’ forse una proposta troppo sociale per la Cgil? Forse è abituata a dividere i lavoratori in un capannone e basta. Io no, anzi rispetterò ciò che diranno i lavoratori. Spero che Cgil capisca che questa è un’opportunità per far contare davvero, una volta tanto, il pensiero di chi lavora. Occorre impegnarsi per unire e non per dividere, non si può giocare con il futuro di quattrocento famiglie. Per questo motivo il referendum si svolgerà nel pieno rispetto delle regole, ovvero si voterà per davvero e l’esito non sarà dato dal semplice spostamento di persone all’interno di un capannone, e quindi sarà l’espressione democratica dell’opinione di tutti i lavoratori”.
In generale, comunque, secondo il CAL – composto da Sindaci, Presidenti e Commissari Straordinari delle quattro province liguri, Presidenti dei Consigli Comunali e delegati di ANCI Liguria – è necessario accelerare il processo verso la nascita dell’Agenzia, che sarà incaricata di gestire nell’ambito del bacino unico la gara da 250 milioni di euro all’anno per il servizio integrato ferro-gomma e che dovrà essere necessariamente costituita, oltre che dalla Regione, dai quattro Comuni capoluogo e dalle quattro Province liguri, che saranno chiamati a deliberare in merito all’adesione.
Il gruppo di lavoro del CAL sul TPL è impegnato da tempo con l’obiettivo di fornire un contributo alla definizione di un modello innovativo di integrazione ferro-gomma, in grado di superare le attuali carenze del trasporto pubblico locale, e dei costi standard del servizio, che secondo le richieste degli amministratori dovranno essere stabiliti in base ad un percorso regolamentato dall’atto costitutivo dell’Agenzia.
Come afferma Simone Franceschi, Sindaco di Ronco Scrivia e membro del CAL “Il gruppo di lavoro sul TPL, di cui faccio parte, ha lavorato seriamente per dare un contributo alla Regione nella definizione delle Linee guida con l’obiettivo di renderle il più possibile compatibili con le esigenze espresse dagli Enti locali, e parte delle nostre osservazioni sono state recepite. Si tratta di un tema complesso, reso ancora più difficile dai continui tagli di risorse che gravano sia sulla Regione sia sui Comuni, che può essere affrontato efficacemente solo con la collaborazione di tutti i soggetti interessati. Detto questo – continua Franceschi – credo che, seppur con qualche ritardo, ci siano oggi le condizioni per dare vita ad un modello di integrazione gomme-rotaia in grado di generare risparmi reali e rilanciare il sistema di trasporto nella nostra regione. L’ANCI e i Comuni faranno la propria parte per arrivare a questo risultato il più presto possibile”.