Savona. E’ finito a giudizio per aver incendiato due cassonetti per la raccolta differenziata della carta, ma è stato assolto. Si tratta di un savonese di 42 anni, M.B., che era stato colpito da un decreto penale di condanna per il reato di danneggiamento seguito da incendio. Un provvedimento al quale, assistito dagli avvocati Paolo Gianatti e Carla Zanelli, aveva fatto opposizione.
Gli episodi contestati risalgono al 21 e 29 novembre del 2011 quando i bidoni della carta di via Verdi, nel quartiere Villapiana di Savona, erano stati bruciati. Le indagini avevano permesso di identificare come responsabile proprio M.B., che aveva ammesso il suo coinvolgimento negli incendi. I difensori dell’uomo, che soffre di alcuni disturbi psichiatrici, avevano chiesto che venisse eseguita una perizia per valutarne le capacità di intendere e volere. L’esame, esesguito dal dottor Pisseri, aveva riconosciuto che l’imputato fosse affetto da qualche problema psichiatrico, ma aveva escluso che avesse vizi di mente.
La tesi difensiva ha però sostenuto che M.B., quando aveva appiccato i roghi, non avesse piena coscienza della gravità e delle conseguenze del suo gesto. Motivo per cui – sempre secondo gli avvocati Gianatti e Zanella – manca l’elemento soggettivo del reato, ovvero il dolo, e quindi il reato di danneggiamento (che per concretizzarsi prevede ci sia la volontarietà da parte di chi lo commette) non può essere contestato. Una tesi che è stata accolta dal giudice che ha assolto l’imputato perché il fatto non costituisce reato.