
Savona. Il suo pc aveva scaricato due “file civetta”, contenenti immagini porno con minori, inseriti nella Rete dalla polizia postale di Catania. Un savonese di 35 anni, P.D.L., era quindi finito a giudizio con l’accusa di condivisione e detenzione di materiale pedopornografico. Questa mattina l’uomo, difeso dagli avvocati Tatiana Ratto e Marco Cuniberti, è stato assolto “perché il fatto non costituisce reato”.
Secondo la tesi difensiva, quei file proibiti erano infatti stati scaricati da una piattaforma “peer-to-peer” in mezzo ad altri non illeciti e senza che il trentacinquenne se ne accorgesse. L’imputato, pur ammettendo di aver scaricato dei file a contenuto pornografico, ha infatti sempre negato di averne cercati e visionati con minori come protagonisti. Insomma il materiale pedopornografico sarebbe stato salvato sul pc di P.D.L. insieme ad altre decine di file con contenuti per adulti e non, ma senza che l’utente lo sapesse: una circostanza che ha fatto venire meno l’elemento soggettivo.
I due file incriminati erano anche stati salvati su un dvd, sequestrato nella casa dell’imputato, nel 2008, dai poliziotti che, di conseguenza, avevano contestato anche la detenzione di materiale pedopronografico. Anche su questo aspetto l’imputato si è difeso precisando che era solito archiviare il materiale scaricato su cd per poi guardarlo in un secondo momento.
Una spiegazione che, evidentemente, deve aver convinto anche i giudici del Collegio del tribunale di Savona. Il pubblico ministero invece aveva chiesto l’assoluzione per la condivisione, ma la condanna ad un anno di reclusione e tremila euro di ammenda, per il reato di detenzione di materiale pedopronografico.