Savona. Scatta dal prossimo primo gennaio 2014 l’obbligo per commercianti, artigiani e professionisti ad accettare pagamenti con bancomat e carta di credito, a prescindere dal prezzo del bene, del servizio o della prestazione. L’obbligo è previsto dal decreto legge 179 del 18 ottobre 2012 (Sviluppo bis), anche se non sono stati ancora emanati i relativi decreti attuativi. La novità interessa principalmente i piccoli commercianti, molti dei quali sprovvisti di pos proprio alla luce dell’entità irrisoria dei singoli pagamenti che ricevono, e i professionisti, come commercialisti e avvocati, che non sempre dispongono dei sistemi per l’accettazione di pagamenti con moneta elettronica.
“Questa è la legge, i nostri associati sono già stati informati e molti piccoli esercenti dovranno adeguarsi. Quindi, chi non è ancora provvisto di pos dovrà sostenere spese organizzative e di installazione dell’impianto” afferma il presidente di Confcommercio Savona Vincenzo Bertino.
“Il sistema elettronico è già in fase avanzate in molti Paesi Europei dove magari si paga il caffè con la carta di credito…Tuttavia all’inizio non vorrei ci fosse un calo ulteriore dei consumi che andrebbe a colpire le micro imprese commerciali che hanno molti clienti anziani abituati a pagare in contanti…Ci adegueremo e abitueremo” aggiunge Bertino.
Oltre che esercenti e professionisti, la novità riguarda anche la pubblica amministrazione, dove l’accettazione di pagamenti tramite bancomat sarà estesa anche alle aziende che erogano servizi pubblici nei rapporti con gli utenti. L’obiettivo della misura è quello di rendere quanto più possibile tracciabili i pagamenti e di fare un ulteriore passo in avanti nella lotta all’evasione fiscale. Ma non mancano le polemiche, dal momento che a fronte del nuovo obbligo gli operatori si troveranno a dover fronteggiare costi aggiuntivi.
“E’ bene specificare, comunque, che per il momento l’obbligo riguarda il venditore e non l’acquirente, che dunque potrà continuare a pagare anche con altri strumenti come il contante, l’assegno o il bonifico” conclude Bertino.