Savona. Se i soccorsi fossero stati tempestivi Paolo Ponzo poteva essere salvato. E’ l’ipotesi investigativa sulla quale ruota l’inchiesta giudiziaria sulla morte dell’ex giocatore di calcio deceduto durante la corsa “Maremontana”.
La conferma era arrivata anche dalla perizia medica sui tessuti istologici, disposta successivamente all’autopsia ed eseguita dalla dott.ssa Benedicta Astengo. Nel registro degli indagati per il reato di omicidio colposo sono finiti Antonio Ghilino, ideatore della “Maremontana”, Roberto Franchelli, organizzatore della manifestazione e il dottor Daniele Sciuto, che era il responsabile dei soccorsi: i tre sono difesi dagli avvocati Raffaele Caruso e Graziella Delfino del foro di Genova.
La morte di Paolo Ponzo era sopraggiunta per un arresto cardiaco irreversibile provocato dallo stress fisico e dovuto alle condizioni meteo particolarmente avverse in quella giornata di gara.
Il pm titolare dell’indagine Maria Chiara Paolucci aveva convocato i tre indagati per un interrogatorio in Procura. Tutti hanno prima chiesto una deroga ed in seguito hanno comunicato al pm che si sarebbero avvalsi della facoltà di non rispondere. Quindi, salvo una richiesta da parte dei tre indagati di essere sentiti, la Procura procederà fino a conclusione indagini.