Rialto. Rinvio a giudizio davanti al gup del Tribunale di Savona Emilio Fois per gli otto indagati nell’ambito dell’inchiesta sull’incidente nel quale perse la vita Massimiliano Arado, l’operaio di 35 anni di Finale Ligure deceduto in un tragico infortunio sul lavoro a Rialto, nell’entroterra finalese, il 7 maggio del 2011. L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 14 gennaio. Il reato contestato è quello di omicidio colposo.
Arado, che insieme ad un collega stava muovendo e spianando della terra per alcuni lavori nel ex vivaio forestale di Pian dei Corsi, era rimasto schiacciato dalla benna della ruspa con cui stava lavorando.
La Procura aveva aperto un’inchiesta per verificare l’esistenza di responsabilità penali nel terribile incidente. Nel mirino dell’indagine giudiziaria sono finiti il sindaco di Rialto Silvio Casanova, tre esponenti della giunta comunale, (la vice sindaco Michela Brunet, Diego Mallarino, Silvia Sciandro e Gianmarco De Sciora) e altre tre persone, Maria Cristina Cavallo, Stefania Reita e Mirco Bozzano.
Secondo quanto accertato dalle analisi peritali svolte su disposizione della Procura (l’indagine è coordinata dal pm Giovanni Battista Ferro), la benna sarebbe rimasta bloccata per un guasto meccanico e, quando i due operai hanno cercato di capire le ragioni del guasto, questa è “crollata” sopra Massimiliano Arado, che stava cercando di bloccare la fuoriuscita di liquido oleoso, ferendolo mortalmente.
Per l’accusa, da parte degli amministratori comunali, ci sarebbe stato un omesso controllo dell’area del vivaio dove si è verificato l’incidente mortale, con i lavori che non dovevano essere autorizzati. Per la difesa degli indagati il Comune di Rialto non sarebbe stato responsabile del vivaio, in quanto al momento dell’incidente, con la decadenza delle funzioni della Comunità Montana Pollupice, il vivaio forestale sarebbe stato di responsabilità della Regione: infatti, nessuna convenzione o accordo era stato firmato sulla gestione del vivaio forestale di Pian dei Corsi.







