Savona. Si è di fatto concluso il primo giro di interrogatori dei dirigenti bancari indagati nell’ambito dell’inchiesta sul crack della Geo srl dell’imprenditore Andrea Nucera, che ora vive negli Emirati Arabi (respinta la richiesta di estradizione).
Dopo che l’ex presidente di Carige Giovanni Berneschi si è avvalso della facoltà di non rispondere ai magistrati savonesi, anche i due ex direttori e i due ex vice direttori rispettivamente del Banco d’Alba e del Banco San Giorgio (ora Bre Banca), convocati al sesto piano di Palazzo di Giustizia, non hanno risposto alle domande degli organi inquirenti. Stessa tecnica difensiva anche per l’ex dirigente della centrale crediti di Carige, Mario Cavanna, e per l’amministratore delegato di Carisa Achille Tori. Nessun interrogatorio in vista, invece, per l’attuale direttore generale di Banca Carige, Ennio La Monica, anche lui indagato dalla procura di Savona.
Secondo quanto appreso lo stesso Banco San Giorgio la nuova dirigenza aveva presentato un esposto proprio su alcuni prestiti considerati anomali concessi al gruppo di Nucera.
L’inchiesta giudiziaria è legata ai crediti forniti a Nucera in una fase in cui, secondo l’accusa, la Geo era altamente esposta ed erano in corso operazioni di svuotamento della società, poi dichiarata fallita. Prestiti considerati quantomeno “anomali” dagli investigatori, che stanno ricostruendo e scandagliando la complessa rete finanziario-bancaria intorno al gruppo Nucera. L’inchiesta condotta dal pm Ubaldo Pelosi procede a ritmo serrato.
Gli episodi contestati, in particolare, sono quelli dell’ultimo periodo delle operazioni economiche di Nucera, quindi anche i finanziamenti per l’area T1 di Ceriale, finita poi sotto sequestro.
Nel filone savonese dell’inchiesta (che procede in parallelo a quello genovese) la magistratura vuole accertare chi decise di finanziare Andrea Nucera, quando le circostanze, invece, avrebbero scoraggiato un’apertura di fiducia verso il gruppo dell’imprenditore cerialese.
