Loano. Hanno patteggiato i cinque imputati nel procedimento penale per le spaccate notturne e diversi colpi messi a segno nel ponente savonese, tra cui quello ai danni della gioielleria “Ghiglino” di Loano. Alessandro Falzone, l’italiano, e i quattro romeni Constantin Cosmin Cirjan, Dmitri Ciobanu, George Madalin Dinu e Mihai Robert Hretu erano stati arrestati dai carabinieri nell’ambito dell’operazione “Cric”. Per Falzone è stata patteggiata la pena di due anni e sei mesi di reclusione, per gli altri quattro due anni e quattro mesi di carcere. Questa mattina si è svolta l’udienza preliminare davanti al giudice Donatella Aschero.
I cinque agivano da professionisti, con sopralluoghi, ricetrasmittenti per tenere le comunicazioni e con un particolare espediente per valutare i tempi di reazione delle forze dell’ordine, usando on un singolare stratagemma, peraltro. Con un fucile subacqueo ad aria compressa colpivano la vetrata della gioielleria e allo scattare dell’allarme calcolavano i tempi d’intervento delle pattuglie. Prima di eseguire i colpi, poi, i ladri si premuravano di oscurare le telecamere di sorveglianza.
L’italiano è considerato la mente del gruppo. Insospettabile, con una vita regolare, organizzava però i colpi con metodologia operativa. Alla gioielleria “Ghiglino” i ladri avevano distrutto il vetro del negozio riscaldando con la fiamma ossidrica, poi avevano arraffato una cinquantina di orologi di marca per un valore di circa 20 mila euro. Ma i militari del nucleo operativo dell’Arma poco dopo avevano individuato il loro covo nell’Imperiese.