Regione. Risultati positivi nell’ambito della vertenza Cabur, stamane affrontata in Regione, con la presenza di un centinaio di operai dell’azienda altarese giunti con due pullman a Genova per far sentire la propria voce. L’azienda si è impegnata a riproporre un piano industriale più dettagliato e si è resa disponibile a ritirare i 33 licenziamenti, che avrebbero mutilato un terzo della forza lavoro nello stabilimento valbormidese.
Soddisfazione da parte di Andrea Pasa (Fiom Cgil): “L’incontro, grazie all’intervento dei lavoratori che ci hanno accompagnato e allo sforzo delle istituzioni, è stato incoraggiante. L’azienda si è impegnata a ritirare i licenziamenti, nello stesso tempo annunciando la presentazione di un nuovo programma di investimenti, questa volta individuando aree geografiche e strategie precise”.
Il tavolo di confronto fra azienda e sindacati è convocato per il prossimo 30 settembre. “In quella sede – specifica Pasa – valuteremo quali tipi di investimento la proprietà decide di mettere in campo. La presenza massiccia dei lavoratori oggi è stata un po’ il grimaldello per orientare le scelte dell’azienda, ma il problema non è ancora risolto”.
Ci sono tre condizioni poste dalla Regione, rappresentata dagli assessori Vesco e Guccinelli, al management dell’azienda specializzata in morsetteria elettrica: potenziare il sito produttivo di Altare, mantenere la progettazione in loco, portare nello stabilimento valbormidese i futuri investimenti e carichi di lavoro (e non in altre località europee).
“Nel prossimo incontro cercheremo di portare l’azienda sull’ambito della cassa integrazione per ristrutturazione, nel frattempo valutiamo e giudichiamo gli investimenti che verranno dettagliati; in base a questi si calibrano gli ammortizzatori sociali” conclude Pasa.
“Grandissima partecipazione oggi dei lavoratori, che sono arrivati a Genova con due bus – commenta Alessandro Vella – Di fronte alla bozza insufficiente di piano industriale che ci era stato sottoposto, ora almeno si apre un confronto che non preveda i licenziamenti. Si valuterà in base ai risultati di un piano strategico preciso. Oggi si segna una tappa positiva, ma l’appuntamento è per il 30 settembre all’Unione Industriali, quando conosceremo quali investimenti l’azienda è disposta a impiegare. E’ importante, anzitutto, il fatto che ci sia la volontà dichiarata di non delocalizzare, ma di rimanere ad Altare”.



