Vado Ligure. La storia non la cancelli; nel bene e nel male resta, esalta i cuori dei vincitori e deprime quelli degli sconfitti. Non di battaglie e di guerre parliamo ma di un evento speciale per il Vado calcio, una società che proprio quest’anno festeggia i 100 anni di vita.
Una vita lunga un secolo, trascorsa tra gioie e dolori, tra vittorie e sconfitte ma che trae forza e vigore da quell’evento di tanti, tanti anni fa.
L’Italia era da poco uno Stato unitario, il calcio era tutto da inventare e il paese era nel pieno della “Belle Epoque” quando il 16 luglio del 1922 un “manipolo” di ragazzi portarono a casa un’impresa che gli anni hanno trasformato in epica.
Calcisticamente non esisteva ancora un campionato unico, la FIGC e la Confederazione Calciatori Italiana (CCI) si contrapponevano cercando di ottenere il monopolio nella gestione di un calcio che ancora non muoveva le folle ma che cominciava ad appassionare gli sportivi.
Nel 1922, la FIGC decise di organizzare una nuova competizione, la Coppa Italia alla quale si iscrissero ben 35 formazioni. Alcuni nomi ora fanno sorridere e sconosciuti ai più come Enotria Goliardo e Vercellesi Erranti; altri hanno fatto la storia del calcio dalla Triestina alla Libertas Pol. Firenze (futura Fiorentina) passando per l’Udinese.
Calcio d’altri tempi ma con i “soliti” problemi. Alla società che avessero voluto partecipare alla Coppa, infatti, era richiesto dal regolamento di “essere in possesso del terreno di gioco recintato” e di “garantire lire cento per FIGC e di consegnare alla formazione avversaria il rimborso del viaggio in treno in terza classe e lire trenta cadauna per le dodici persone che compongono la squadra (undici giocatori più un dirigente)”.
Un esborso economico da “top team”, un impegno che faceva tremare le vene a qualsiasi cassiere ma che non scoraggiò quello del Vado e di altre 34 società.
La Coppa durò dal 2 aprile del 1922 fino alla finalissima del 16 luglio. Prima della finale, i vadesi giocarono altre cinque partite trascinati dagli eroi di allora su tutti quel Felice Levratto capace di realizzare ben 5 reti in tutta la competizione.
La finale decisa ai supplementari – Babboni I, Raimondi, Masio, Negro, Romano, Cabiati, Roletti, Babboni II, Marchese, Esposto, Levratto, Babboni III – diede ancora un contributo ulteriore a rendere storica la vittoria come la sorte della meravigliosa Coppa Italia FIGC del peso di Kg. 8,800 d’argento che, in piena guerra, fu donata allo stato nel giorno “dell’oro alla patria” per essere poi sostituita da una copia fedele dell’originale nel 1992.
Lo score e i marcatori delle partite che portarono a Vado la prima Coppa Italia
22 aprile, 1° turno
Vado – Fiorente Genova: 4 – 3 d.t.s. (10’ Marchese, 37’ Babboni II, 56’ e 93’ Levratto)
09 aprile 1922, 2° turno
Vado- Molassana: 5-1 (7’ Marchese, 23’ e 45’ Levratto, 26’ Negro, 42’ Roletti)
23 aprile 1922, 3° turno
Vado – Juventus Italia Milano: 2 – 0 (84’ e 88’ Romano)
18 giugno 1922, Quarti di finale
Pro Livorno – Vado: 0-1 (75’ Marchese)
25 giugno 1922, Semifinali
Vado – Libertas Firenze: 1-0 d.t.s. (116’ Roletti)
16 luglio 1922, Finalissima
Vado – Udinese 1-0 d.t.s. (118’ Levratto)