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Visita ligure del ministro Kyenge, “Fratelli e Fratellastri”: “Chi nasce in Italia è italiano”

Regione. Tante novità nel “decreto del fare”, anche per quanto riguarda il lavoro e l’immigrazione. “Nessun automatismo, solo un modo per non far pagare ai minori nati in Italia errori burocratici o amministrativi di terzi”. Questo il commento del ministro per l’Integrazione, Cecile Kyenge, arrivata a Genova prima per visitare il Museo del Mare e poi il Suq.
“Non ho cambiato niente e non c’entra nulla con lo ius soli, si tratta di diritti già accertati dalla legge, di fronte alla quale talvolta il minore, per inadempienze non imputabili al minore stesso, si trova la strada preclusa”, ha precisato.

Poi un discorso prettamente su Genova. “E’ una città fondamentale, un punto di riferimento, che dà l’idea di mescolamento delle culture che si incontrano e uniscono valori positivi, che costituiscono nuova cittadinanza e coesione sociale”, ha dichiarato il ministro.

Poi un breve accenno alle affermazioni shock su Facebook della leghista Dolores Valandro. “Con certe affermazioni non si offende solo me, ma tutti i cittadini”, ha concluso.

Fratelli e Fratellastri (sodalizio che ha dato vita ad una campagna di sensibilizzazione) ha consegnato una lettera al ministro Kyenge, per chiedere di mettere la cittadinanza tra le priorità del governo. “Abbiamo detto al ministro che la sosteniamo e le abbiamo consegnato una lettera per chiederle di mettere fra le priorità il diritto di cittadinanza e per invitarla a partecipare alla nostra campagna di sensibilizzazione “Genovesi oggi italiani domani” – hanno dichiarato – Noi abbiamo iniziato un percorso con la commissione consiliare del Comune, in cui è stata avanzata la nostra proposta”.

Positiva la risposta da parte di assessori e consiglieri. “Genova si appresta a diventare l’ennesimo Comune che conferirà la cittadinanza onoraria – hanno concluso – Siamo nati e cresciuti qui, siamo genovesi e italiani”.