Savona. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, questa mattina, davanti al gip Fiorenza Giorgi, i tre sudamericani, Obando Carlos Alberto, colombiano di 38 anni, Naranjo Zapata Juan David, colombiano di 23 anni e Herrera Moreira José Euclides, ecuadoriano di 34 anni, arrestati venerdì scorso a Savona nel corso di un blitz antidroga della polizia di Genova.
Nell’operazione, nella quale è finita in manette anche un donna-corriere, Arias Galvis Maria Ubaldery, colombiana di 45 anni, sono stati sequestrati oltre 7 etti di cocainanascosti all’interno di una spalla di prosciutto crudo contenente. Secondo quanto accertato dai poliziotti genovesi, che da mesi indagavano sul traffico di polvere bianca proveniente dalla Spagna, la droga era nascosta all’interno di prosciutti, che all’esterno apparivano completamente intatti: “Un sistema nuovo ed efficace, ma le indagini hanno consentito di andare a colpo sicuro e quindi di scoprire questo ingegnoso metodo di trasporto – ha spiegato il dirigente Fausto Lamparelli –. La droga proveniva dalla Spagna ed era confezionata da professionisti, che la immettevano nei prosciutti senza che nulla si vedesse all’esterno”.
La merce sequestrata venerdì, sempre secondo quanto ricostruito dagli investigatori, è stata trasportata dalla donna-corriere che, salita su un pullman a Girona, è arrivata fino a Savona dove avrebbe probabilmente dovuto cederla agli altri tre. Una tesi che non ha trovato riscontri negli interrogatori di questa mattina visto che gli indagati hanno preferito fare scena muta.