Piana Crixia. Un incidente ancora tutto da chiarire, ancora avvolto nel mistero, ma che rischia di rimanere tale. Potrebbe infatti essere coperto dal segreto militare lo schianto dell’Alenia Aermacchi M346, avvenuto intorno alle 19 di sabato sera, in un’area boschiva tra Piana Crixia e Dego. Sull’accaduto sono state aperte due inchieste, una della Procura di Savona per disastro colposo, l’altra dell’Aeronautica Militare, ma non è da escludere che la palla passi solo nelle mani dei secondi. Oggi il pm Giovanni Battista Ferro dovrebbe ricevere gli ispettori dell’Aeronautica che ieri hanno eseguito dei sopralluoghi nella zona dell’incidente e sul relitto dell’Aermacchi.
L’aereo precipitato, decollato da Torino con ai comandi l’esperto pilota Matteo Maurizio (ex maggiore dell’aeronautica), stava compiendo un volo sperimentale quando qualcosa è andato storto e ha portato il velivolo a schiantarsi al suolo. Una delle ipotesi prese subito in considerazione è quella del guasto tecnico, per la precisione un blocco del motore: non è la prima volta che un M346 (aereo prototipo del quale il Ministero della Difesa ha acquisito sei esemplari) resta coinvolto in un incidente. Nel novembre del 2011, di ritorno da un Air Show, uno dei prototipi di Alenia, nello spazio aereo degli Emirati Arabi Uniti, durante il volo di rientro verso l’Italia, era precipitato. Secondo le notizie che si apprendono su diversi forum del settore nella “carriera” del M346 si sarebbero poi registrati altri piccoli guasti e guai tecnici.
Insomma la fase di test del caccia militare non è tutta rose e fiori, ma è costellata da imprevisti, più o meno seri. L’ultimo in ordine di tempo è stato proprio lo schianto in Valbormida che, fortunatamente, non ha avuto conseguenze gravi. Matteo Maurizio ha avuto la prontezza di accompagnate l’aereo lontano dalle case e lanciarsi fuori dalla cabina con il sedile eiettabile pochi secondi prima dell’impatto. Una manovra che ha evitato rischi per gli abitanti della zona e che gli ha salvato la vita.
Maurizio tra l’altro è un pilota nostrano: non solo è di Cisano sul Neva, ma ha conseguito la licenza di pilota nella scuola di volo dell’Aero Club al Clemente Panero nel 1990 a 18 anni. Il pilota ha imparato a volare su un Partenavia P66 e su un Piper PA28–BE24, prima di trasformare la passione per il volo in una professione e raggiungere traguardi di massimo livello nell’aviazione civile e militare. Nel 1996 ha ottenuto il brevetto da pilota militare e l’anno successivo è entrato nello stormo dei Tornado nella base di Ghedi, in provincia di Brescia. Si è congedato dall’aeronautica col grado di maggiore, prima di diventare collaudatore per l’Aermacchi.



