Cronaca

Funerali di don Gallo: la pioggia non ferma l’ultimo saluto di Genova

Funerali Don Gallo

Genova. La pioggia non ferma il saluto a don Gallo. Intorno alle 10,30 è partito il corteo funebre. Voci, lacrime, ombrelli, cori. Una moltitudine di persone che dalla comunità di San Benedetto ha iniziato a dirigersi verso la stazione Principe per arrivare alla chiesa del Carmine.

Alle 11,01 il corteo è arrivato in piazza dell’Annunziata. La pioggia ha cominciato ad attenuarsi. Il feretro è stato perciò preso a spalla e trasportato dai portuali e dai ragazzi della comunità, come era stato sperato e deciso nei giorni scorsi. E’ il momento più commovente. Alle 11,14, accompagnato da un applauso intenso e commosso, il feretro entra nella chiesa del Carmine.

Tra portuali, gente comune, i suoi ragazzi e le sue ragazze, accomunati dal dolore, c’è anche Moni Ovadia, il suo migliore amico: “Sono ebreo e agnostico ma don Gallo risorgerà”.

E ancora Dori Ghezzi: “Ho perso un altro punto di riferimento, adesso dovrò navigare a vista”. Il feretro sarebbe dovuto essere portato a spalla dai portuali, la pioggia ha impedito questo ultimo saluto, ma non che molte persone potessero seguire il feretro portato in macchina.

Vladimir Luxuria è stata tra le prime ad arrivare alla chiesa del Carmine. Ecco il suo ricordo: “Ho incontrato Don Gallo per la prima volta nel ‘98 a casa mia, era per una trasmissione delle Raiuno, il programma si chiamava ‘Una giornata particolare’. Ero pronta a un prete che avrebbe dovuto colpevolizzarmi, che ci avrebbe detto che eravamo sbagliate”.

Lo racconta con lucidità, con partecipazione, concludendo: “E invece disse, voi siete tutte figlie di Gesù. Ho conosciuto un prete che mi ha fatto dimenticare tutte le volte che sono stata cacciata dalla Chiesa”.

Alba Parietti non è riuscita a trattenere le lacrime. Per come aveva parlato del Don, pochi minuti prima ai nostri microfoni, probabilmente non ci ha neanche provato a trattenerle. Troppo grande il dolore. Troppo alta l’opinione che ha di don Andrea Gallo per far sì che la sua morte non diventi un dolore insopportabile.

“Andrea era il meglio come uomo – dichiara -, come prete, come padre, il meglio di quello che uno può sperare di incontrare nella vita, ti fa una carezza e non ti chiede chi sei, e sei importante per lui chiunque tu sia, non ti giudicava mai, ti faceva ridere e sorridere, non era mai ipocrita, non credo lui abbia mai speso un secondo della sua vita che non fosse per gli altri”.

E poi la frase finale, quella da titoli, quella che in tanti qua attorno condividono e sottoscriverebbero: “Se la politica e la Chiesa si ispirassero a don Gallo sarebbero migliori”.

Cominciato il funerale, appena partita l’omelia di Angelo Bagnasco, inizialmente in maniera sommessa poi sempre più rumorosa sono cominciati i fischi, accompagnati da alcune urla. E’ dovuta intervenire la segretaria personale di don Gallo, Lilli, per fermare la protesta: “Don Gallo ha sempre rispettato tutti, in questo modo non state rispettando lui”. I fischi si sono fermati e il funerale è potuto continuare.