Cronaca

Andora, pratiche di condono e per dehors irregolari: pm chiede 3 anni per dirigente comunale Nicoletta Oreggia

Andora - comune

Savona. Tre anni di reclusione. E’ questa la condanna richiesta questa mattina dal pubblico ministero Chiara Maria Paolucci per Nicoletta Oreggia, la dirigente dell’ufficio Demanio e Urbanistica del Comune di Andora a giudizio per abuso d’ufficio e falso. Al termine della discussione il processo è stato rinviato e il verdetto, salvo sorprese, arriverà a giugno.

Per Oreggia, difesa dall’avvocato Marco Altamura, l’accusa è di aver commesso una serie di presunti abusi d’ufficio, tra il 2005 e il 2008, per alcune pratiche di condono edilizio e per la concessione rilasciata ad alcuni dehors del lungomare. Nei casi finiti nel mirino della Procura, i condoni edilizi e le concessioni riguardanti i dehor realizzati, relativi a zone vincolate, non sarebbero stati regolari. La difesa ribatte facendo notare che il dirigente aveva chiesto in più occasioni un parere ai competenti uffici regionali, ricevendo risposta positiva e quindi “mandando avanti” le relative pratiche.

Proprio sulla base di questa spiegazione, in udienza preliminare, il giudice Aschero aveva ritenuto di assolvere la dirigente, “perché il fatto non costituisce reato”, da 26 ipotesi d’accusa su 49. “In realtà i pareri regionali erano stati chiesti per gruppi di materie, e quindi a nostro avviso coprivano tutte le ipotesi contestate, certificandone la compatibilità con le normative regionali” aveva precisato il difensore Altamura.