Savona. Il sindaco di Giustenice, Ivano Rozzi, aveva presentato un esposto alla Capitaneria di porto di Savona segnalando la numerosa presenza nel tratto di mare tra Pietra Ligure, Borgio e Finale di “finte” boe galleggianti che indicano la presenza dei pescatori, che in realtà non ci sono.
La Capitaneria precisa, sulla zona di mare tra Pietra e Finale: “Dalla seconda metà del mese di marzo è in corso la pesca delle seppie, per la quale i pescatori professionisti possono utilizzare reti da posta – il cui utilizzo è invece assolutamente vietato ai pescatori sportivi – in prossimità della riva; per tali attrezzi non è prevista una distanza minima dalla costa né limitazioni temporali, almeno fino al 1° maggio, quando entrerà in vigore l’ordinanza balneare, che riserva ai bagnanti la zona di mare fino a 200 metri da riva dalle 0830 alle 1930 di ogni giorno; i pescatori professionisti possono quindi legittimamente sistemarle dove trovano posto e, quando le salpano per recuperare il prodotto ittico, sostituirle immediatamente con altre simili o riposizionarle”.
“Gli attrezzi da pesca – prosegue la guardia costiera – devono essere conformi alla normativa comunitaria (bandiere di segnalazione di giorno, luce notturna, targa identificativa dell’unità da pesca responsabile). Questa Capitaneria di Porto svolge regolarmente controlli sull’attività di pesca, a terra e in mare, rivolti a verificare il corretto esercizio sia di quella professionale sia di quella sportiva; nei prossimi giorni saranno effettuati interventi mirati per accertare l’eventuale presenza di segnalamenti privi di attrezzi da pesca sottostanti, come ventilato nell’esposto, così come continueranno ad essere controllati con cura gli elementi di identificazione degli attrezzi stessi”.
“Il tutto – osserva la Capitaneria – per continuare a garantire la tutela dell’intera filiera della pesca: quella sportiva, che rappresenta anche un importante elemento ricreativo e di sviluppo turistico della zona (e che deve essere svolta con il rigoroso rispetto delle normative in materia di attrezzi – non tutti sono consentiti ai diportisti – e di quantitativi massimi consentiti al singolo pescatore – 5 kg al giorno) e quella professionale, che rappresenta ancora per la provincia di Savona un’attività importante per l’economia locale con rilevanti ricadute anche sotto l’aspetto turistico e, per molti, l’unica fonte di reddito familiare”.





