
Savona. “La lettera firmata dall’ex seminarista che oggi segnala di abusi che avrebbe subito negli anni 1974-1975 è stata recapitata in diocesi questa mattina. Il vescovo Vittorio Lupi come è noto non è a Savona perché impegnato in pellegrinaggio in Terra Santa, ma è stato informato dei fatti. Ad ogni modo, per non far trascorrere tempo ulteriore e per agire il più prontamente possibile, su suo stesso preciso mandato, la situazione è stata immediatamente presa in carico dall’ordinario diocesano don Antonio Ferri”: lo si legge in un comunicato della diocesi Savona-Noli.
“La diocesi apprende con grande dolore la gravità dei fatti oggi illustrati, che ovviamente andranno verificati, ma che non vanno né saranno minimamente sottovalutati o tantomeno ignorati – si legge nella nota – Le accuse a carico del sacerdote a cui fa riferimento l’estensore della lettera sono molto gravi. Nei confronti di detto sacerdote sarà quindi immediatamente istituito un procedimento di diritto canonico volto a verificare i fatti oggetto della segnalazione di cui oggi siamo venuti a conoscenza. Qualora le accuse si rivelassero fondate saranno presi tutti i necessari provvedimenti del caso con la massima severità e trasparenza. Se infatti per la giustizia italiana tali eventuali circostanze criminose sono in ogni caso tutte prescritte, così non è per il diritto canonico per cui il reato non viene estinto dal tempo”.
“Tali procedimenti verranno portati avanti così come altri in passato che hanno portato alla riduzione allo stato laicale di tre sacerdoti della nostra diocesi, di cui due per casi accertati di pedofilia – prosegue il comunicato – Con l’occasione precisiamo quindi che per fatti inerenti l’abuso sessuale non è fondata l’affermazione riportata oggi da un quotidiano locale ‘l’elenco dei sacerdoti indagati e condannati è lungo’ poiché, per quanto a nostra conoscenza, ci sono stati solo due procedimenti penali, uno terminato con sentenza e di condanna l’altro con patteggiamento, ma in ogni caso, come detto, entrambi i sacerdoti coinvolti sono stati ridotti allo stato laicale”.
“E’ pertanto destituita di ogni fondamento anche l’asserzione, sempre del succitato quotidiano, che don Achille Tronconi sia stato indagato su presunti abusi sessuali, poiché il fascicolo a suo carico, peraltro chiuso e non per prescrizione, non ineriva questo capo di imputazione. Altrettanto priva di fondamento è la notizia, riportata ancora una volta della testata genovese nei giorni scorsi, relativa a documenti ‘sequestrati dalla Procura della Repubblica di Savona circa un anno fa, nel febbraio 2012, prelevati dalla cassaforte della Curia savonese, nell’ambito dell’indagine sui casi di pedofilia avvenuti nella diocesi ligure’”.
“Questo fatto non è mai avvenuto, anzi la diocesi ha sempre collaborato con grande disponibilità e trasparenza con gli inquirenti e i documenti, su richiesta della Procura, sono stati forniti dalla diocesi stessa. Precisati con forza tutti questi punti e considerato inoltre che sempre il quotidiano locale ha nell’aprile 2011 pubblicato la falsa notizia, subito smentita dalla Procura stessa, che il vescovo Vittorio Lupi fosse indagato, respingiamo con forza l’allusione contenuta nella nota del redattore capo dell’edizione savonese: non accettiamo infatti che si parli di ‘alibi per arroccarsi, inventando ancora una volta la litania della persecuzione mediatica’. Come si evince da questo comunicato, di fronte ad accuse precise saranno fatte indagini altrettanto precise, sarà accertata la verità e, del caso, saranno presi i necessari provvedimenti”.
“Circa i corsi di formazione avviati dalla diocesi, primo caso in Italia, questi sono un’iniziativa realizzata con un partner terzo e autorevole che si affianca alla fermezza nel perseguire i fatti già accaduti ed è volta a impedire il ripetersi di fatti analoghi in futuro – si legge ancora nella nota della diocesi – Quanto alla sollecitazione che questa triste vicenda ‘può essere l’occasione per far emergere la verità’, come appare da questo e da altri comunicati la diocesi è e sarà sempre disponibile a muoversi con efficacia e trasparenza, ma proprio per questo, ritiene doveroso reagire di fronte a errori e gravi inesattezze, rispetto ai quali si riserva di agire in ogni sede per tutelare e garantire all’onorabilità dei tanti sacerdoti che bene operano, ogni giorno, nelle proprie parrocchie. La posizione della diocesi guidata dal vescovo Lupi, in linea con le scelte di Benedetto XVI, è molto chiara: massima severità nei casi di reati gravissimi e fermo appoggio a tutti coloro che esercitano il loro ministero con fede, impegno e correttezza”.