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Cronaca

Rete l’Abuso denuncia il Governo italiano per omissioni e favoreggiamento alla pedofilia

Il fascicolo è stato depositato in Procura, secondo la onlus che tutela le vittime di abusi lo Stato italiano non avrebbe fatto tutto quello che doveva

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Rete l’Abuso denuncia il Governo italiano per omissioni e favoreggiamento alla pedofilia
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Savona. Un fascicolo nel quale si contestano al Governo italiano gravi inadempienze preventive, legislative ed esecutive, in materia di pedofilia. E’ quello depositato questa mattina in Procura a Savona, a seguito dell’interrogazione parlamentare del novembre scorso e dopo la diffida dello scorso febbraio, dalla Rete L’Abuso con l’assistenza dell’avvocato Mario Caligiuri.

Si tratta di una denuncia molto circostanziata e sottoscritta dal Presidente della Rete L’Abuso, da decine di vittime e dai Funzionari e ai fondatori di ECA Global – l’associazione internazionale di cui la Rete L’ABUSO fa parte.

“Un documento di 29 pagine e più di 250 allegati nel quale si chiede alla magistratura di verificare la fondatezza delle accuse di omissione, favoreggiamento e inadempienze attribuibili allo Stato italiano. Partendo proprio dalla mancata risposta delle istituzioni competenti alla diffida del 19 febbraio scorso, un silenzio che sulla base delle priorità e della formulazione giuridica di quella diffida, già di per sè configurerebbe il reato di omissione di atti d’ufficio. Tra le altre contestazioni, la mancata applicazione di alcune leggi ratificate dal nostro paese come il Trattato di Lanzarote, di cui si contestano in modo particolare due punti, il certificato anti pedofilia (già contestato nell’interrogazione parlamentare del 27 novembre scorso ) che esenta dall’esibirlo la fascia da sempre più a rischio, il volontariato, alla quale anche i sacerdoti appartengono , l’audizione delle vittime nei processi canonici che secondo il Lanzarote risulterebbe irregolare, in quanto vengono meno non solo le garanzie costituzionali del cittadino/vittima, che in quella sede si vede negare non solo il sostegno di psicologi qualificati che la supportino, ma addirittura il diritto di avere al suo fianco il proprio difensore di fiducia, non ammesso nei processi canonici” spiega il portavoce della Rete L’Abuso Francesco Zanardi.

“A livello di direttive europee e convenzioni che l’Italia ha ratificato, come per lo Stato del Vaticano, anche all’Italia si contesta la violazione della Convenzione ONU per la Tutela del Fanciullo, in quanto sta permettendo ad uno stato estero (il Vaticano) di violarla anche sul suolo italiano rendendosi così complice, contestazione che anche dietro alla nostra diffida dello scorso febbraio, ha fatto si che le Nazioni Unite aprissero un’indagine sull’Italia. La mancanza del fondo per le vittime di reati gravi, ratificato ma inesistente come i consultori per le vittime di abuso sessuale e il database dei c.d. predatori sessuali. Altro punto importante segnalato anche nel rapporto delle Nazioni Unite, è la revisione dei Patti Lateranensi che l’avvocato Mario Caligiuri tratta ampliamente nel documento, soprattutto la parte che solleva i vescovi dall’obbligo della denuncia. Sembra paradossale ma in Italia, nel 2018, il concordato prevede ancora che il clero possa tacere di fronte alla legge, semplicemente appellandosi al segreto del confessionale, obbliga invece la magistratura ad informare il clero qualora venga aperto un fascicolo su un sacerdote. Il nostro paese, ad oggi non solo risulta privo dei più basilari strumenti di prevenzione, ma addirittura è privo di qualunque politica a contrasto del fenomeno e malgrado le ratifiche, anche di qualunque politica di sostegno alle vittime. Praticamente un paese c.d. civile, del terzo mondo” sostengono dalla Rete L’Abuso.

“Con questo documento la Rete L’Abuso vuole stimolare come accaduto in altri paesi, la magistratura italiana a procedere, sulla base della propria autonomia, chiedendo che le varie Procure competenti facciano capo alla Procura Generale della Repubblica, che potrebbe gestire o assegnare a quella di Savona il fascicolo. Tutta la documentazione sarà trasmessa in copia all’Alto Commissariato della Nazioni Unite di Ginevra che sta valutando la posizione dell’Italia” conclude Zanardi.

Olivia Stevanin
18 Ottobre 2018 alle 18:30
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