Cronaca

Omissione di atti d’ufficio, commercialista savonese condannata a 6 mesi per un fatto del 1988

Savona Tribunale

Savona. Sono serviti 25 anni per chiudere un procedimento penale per omissione di atti d’ufficio. Protagonista, suo malgrado, della vicenda è una professionista savonese, la commercialista Rosa Cianciulli, che era stata rinviata a giudizio per un fatto, la nomina come commissario liquidatore nell’ambito del concordato preventivo della Gi & Ci Giaccardi Bruno Snc, azienda per la vendita di prodotti per la pesca sportiva all’ingrosso e al dettaglio, risalente infatti al 1988.

Questa mattina il processo si è chiuso con una condanna a sei mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena. I guai per la professionista erano iniziati nel 2010 quando, a distanza di ventidue anni dal concordato preventivo, i creditori dell’azienda (il passivo era di 2,3 miliardi di vecchie lire) non risultavano ancora liquidati nonostante tutti i beni fossero stati venduti e il ricavato depositato in un conto corrente. Il tribunale aveva allora deciso di nominare un nuovo curatore: il commercialista Giovanni Acatte che aveva cominciato a ricostruire la situazione creditizia ma la documentazione necessaria era incompleta, e le ripetute richieste di ottenere le carte mancanti sarebbero cadute nel vuoto. Di qui l’inchiesta nei confronti della dottoressa Cianciulli che aveva finito per essere rinviata a giudizio.

La difesa, l’imputata era assistita dall’avvocato Nazareno Siccardi, ha sempre sostenuto che la ricostruzione della situazione contabile fosse semplicemente risultata molto difficoltosa e che quindi non ci sarebbero state omissioni.