
Savona. Nel maggio dello scorso anno un quarantaseienne di Imperia, Maurizio Riano, era morto a causa di un infarto in un’area di sosta della A10, all’altezza di Varazze, dopo uno scontro lieve con un mezzo pesante. Per fugare ogni dubbio sulla causa della morte dell’uomo, che quel giorno viaggiava in auto coi due figli, entrambi minorenni, la Procura di Savona aveva disposto l’autopsia che aveva confermato il malore come causa della morte.
Visto l’esito dell’esame autoptico il sostituto procuratore aveva chiesto l’archiviazione del caso, ma la famiglia dell’automobilista (tutelata dall’avvocato Mariangela Piccone) ha invece presentato un’opposizione al provvedimento. Questa mattina davanti al giudice Fiorenza Giorgi il legale della famiglia di Riano ha quindi chiesto un supplemento d’indagine: la tesi della parte offesa infatti è che non sia da escludere un legame tra il malore e l’incidente con il tir, che era guidato da un cittadino lituano.
I figli dell’uomo hanno infatti raccontato che, mentre stavano procedendo in direzione Savona, erano stati colpiti ed agganciati dal mezzo pesante e, solo grazie alla prontezza del padre, l’auto non era finita fuoristrada. L’impatto con il tir avrebbe anche fatto prendere un colpo alla testa a Riano (l’autopsia ha comunque escluso che quel trauma possa aver provocato danni fatali). Il consulente della famiglia della vittima ritiene però che possa esserci un nesso tra l’incidente e l’infarto: Riano potrebbe infatti aver accusato il malore per lo stress e lo spavento. Spetterà ora al giudice decidere se riaprire il caso oppure archiviarlo.