
“A Finale Ligure, dal prossimo mese di ottobre, chiuderà il suo unico locale per il cinema, la Sala Ondina. Se davvero succedesse sarebbe un grave danno per un luogo turistico che dovrebbe puntare sulle attività culturali ed il cinema è insieme arte e cultura. Pensiamo che le motivazioni non riguardino la scarsa affluenza di pubblico poiché, quando i film sono di buon livello, il pubblico finalese, con i turisti ospiti, hanno sempre affollato il Cinema Ondina”. Così la consigliere comunale di opposizione della lista “Per Finale” Tiziana Cileto.
Il cinema è la forma d’arte con il pubblico più vasto, in grado di attraversare differenze sociali e culturali, capace di coinvolgere ed emozionare un vasto pubblico di ogni età. Pietra Ligure e Borgio Verezzi, comuni piccoli in confronto a Finale, hanno saputo mantenere, pur con sacrifici, le loro sale. Loano e Alassio fruiscono da qualche tempo della vicina Multisala di Albenga.
La chiusura dell’ unico cinema, attivo per tutto l’arco dell’anno, sarebbe l’ennesimo smacco per la politica culturale finalese, dopo il clamoroso fallimento della “Fondazione dei Beni Culturali” e le promesse, mai mantenute, di terminare in tempi brevi i lavori di restauro dei Teatri Storici “Sivori”, nel Rione Marina, e “Aicardi” nel Rione Borgo. Se si fossero rispettati i tempi programmati, oggi sarebbe già operativo il Teatro Sivori il quale, con gli opportuni interventi come a Pietra Ligure, potrebbe svolgere la doppia funzione di cinema e teatro, realizzando una gestione economica interessante.
“La realtà di oggi vede invece addirittura il periodico trasferimento nel teatro-cinema di Pietra Ligure di tutti gli studenti del Liceo Scientifico “Issel” che, versando l’ obolo di due euro ciascuno, possono fare solo in quella sede la loro “assemblea di istituto” prevista dalla normativa scolastica. Il Comune di Finale Ligure, baricentro storico di tutto il comprensorio, non merita questa situazione. E’ quindi auspicabile che l’amministrazione comunale possa finalmente indicare soluzioni tali da impedire l’impoverimento dell’offerta culturale finalese e la dequalificazione di quella turistica”.