
Albisola S. “Passeggiare lungo la spiaggia di Albissola Marina è un rischio per persone e cani, anche se a farne le spese sono stati finora questi ultimi. Diversi animali, portati al mare per l’ora di sgambamento, hanno inghiottito o sono rimasti feriti alle zampe da ami e lenze abbandonati dai soliti pescatori dilettanti maleducati; un cucciolo ha dovuto essere operato d’urgenza per estrarre due ami e la lenza che aveva ingoiato e si erano conficcati nell’esofago; finora non si segnalano incidenti a persone e bambini ma la diffusione di tali arnesi nascosti appena sotto la sabbia è estremamente pericolosa; ne sa qualcosa la Protezione Animali savonese che raccoglie ogni anno almeno una cinquantina di uccelli marini feriti anche in modo grave”. La denuncia è dell’Enpa savonese.
L’Enpa ha subito inviato una segnalazione alla Polizia Municipale chiedendo la bonifica dell’area da parte dell’azienda comunale della nettezza urbana e l’emanazione di un’ordinanza restrittiva dell’attività di pesca da terra; pare, infatti, che ami e lenze vengano lasciati sulla spiaggia anche dopo l’attività per conservare il posto in base ad un tacito accordo tra i pescatori; altri invece se ne vanno per tornare più tardi, dopo aver fissato con pietre la lenza e lanciato l’amo in mare che però, con il flusso delle correnti, viene spesso riportato più tardi a terra con il povero pesce agonizzante.
“La pesca da terra è una pratica diffusissima e provoca danni alla fauna marina minori di quella sportiva in mare e professionale ma comunque significativi in un momento in cui tutte le specie ittiche sono in preoccupante riduzione; due anni fa l’Italia aveva iniziato, su impulso dell’Unione Europea, a disciplinare l’attività con l’introduzione di un’anagrafe dei praticanti e piccole limitazioni; ma, dopo le proteste della lobby dei pescatori, si era subito fermata, buttando letteralmente a mare la tutela della fauna marina costiera”.