Andora, omaggio a Rita Levi Montalcini: “Esempio di italianità”, messaggio del presidente Napolitano

Andora. Sala gremita ad Andora per la giornata in ricordo di Rita Leva Montalcini. La scienziata, senatrice a vita e Premio Nobel per la medicina, è stata ricordata dalla nipote Piera Levi Montalcini e dal professor Giuseppe Piccoli, presidente emerito della facoltà di medicina dell’Università di Torino. All’inizio dell’incontro è stato letto un messaggio del presidente della Repubblica Giorgio Napoltano, che ha lodato l’iniziativa in memoria della grande scienziata italiana.

L’incontro, dal titolo “Omaggio del Ponente Ligure a Rita Levi Montalcini”, è stato poi aperto da un discorso del sindaco di Andora Franco Floris, con la successiva introduzione di Marinella Bruno. Al termine la proiezione di un’intervista al Premio Nobel.

L’incontro è stato organizzato dal Centro Pannunzio, sezione Roberto Baldassarre di Alassio, dal Comune di Andora e dal Fai, delegazione di Albenga e di Alassio, con il contributo della Fondazione De Mari.

“Un Italia profondamente diversa da quella di oggi, è vero, ma ritengo che il messaggio sia quello della responsabilità, operando nel proprio campo al meglio e nel rispetto delle persone, degli altri, ma anche di se stessi. Ha lavorato in gran parte in salita, con sfide difficile che ha saputo affrontare e vincere…” ha detto il professor Giuseppe Piccoli.

Quanto alla perdita di scienziati per l’Italia che decidono di andare all’estero: “Ma, credo che fosse un problema anche dei suoi tempi, in particolare ha vissuto la condizione di ebrea e questo ha reso il suo successo ancora più straordinario, fin da giovane e da donna…Nonostante questo lei si è sempre considerata italiana, legata alle istituzioni e alla cultura del suo Paese” ha concluso il professore.

“Una figura importante per l’Italia, per la sua cultura…Siamo in un momento in cui i giovani, la ricerca e la stessa cultura non sembrano una priorità. Anche per questo l’incontro dedicato a Rita Levi Montalcini acquista particolare significato: serve una maggiore attenzione da parte delle istituzioni. Lei non è stata un ‘cervello in fuga’ ed ha rappresentato al meglio la nostra italianità, pur avendo subito le leggi razziali ed essere stata costretta a seguire insegnamenti privati per proseguire i suoi studi” ha sottolineato Marco Servetto del Centro Pannunzio.