
Andora. Cinque anni. E’ questo il termine entro il quale dovranno partire i lavori per la realizzazione delle opere a terra del porto turistico di Andora che porteranno al completamento di un complesso turistico articolato che ospiterà fra l’altro la nuova Capitaneria di Porto, uffici, un lussuoso albergo, un residence, un auditorium da seicento posti e negozi.
Nei giorni scorsi, la Conferenza dei servizi, riunita in sede deliberante, ha approvato il progetto che ha previsto la sanatoria delle opere a mare e l’approvazione delle opere a terra. Al comune di Andora sarà rilasciata una concessione demaniale cinquantennale. I lavori dovranno iniziare entro cinque anni e le opere potranno essere eseguite senza limiti di tempo. Ora il Comune dovrà valutare quali interventi finanziare direttamente e quali affidare ai privati.
“Siamo finalmente arrivati ad un passo dall’operatività vera. Il progetto è stato approvato interamente come l’avevamo presentato, salvo la verifica dei materiali da utilizzare per le parti esterne. Il comune dovrà ora valutare l’opportunità di creare una società pubblico-privata – spiega il sindaco Franco Floris –. E’ importante che la concessione sia in capo al Comune e che tramite gara si scelga esclusivamente il socio che costruisca e gestisca le strutture. Le opere a terra del porto turistico sono importanti perché potenziano l’attrattività turistica e creano nuovi posti di lavoro”.
“Il progetto è innovativo dal punto di vista architettonico: tutti gli edifici avranno un basso impatto ambientale e non saranno visibili dall’Aurelia, preservando il magnifico panorama sul porto. Siamo soddisfatti del risultato e dobbiamo ringraziare i progettisti, gli architetti dello studio Armellino e Poggio e l’architetto Marco Moretti per la passione con la quali si sono interessati a questo progetto innovativo e naturalmente il team di lavoro interno dell’ufficio Tecnico comunale guidato dall’ingegner Nicoletta Oreggia” prosegue il primo cittadino.
“Le opere a terra, andrebbero ad aumentare l’attrattiva di un porto fra i pochi in Italia di proprietà pubblica, da sempre con i conti in attivo. Recentemente è stato oggetto di importanti investimenti mirati al miglioramento dei servizi. Rosee anche le prospettive future. L’Ama conta di incassare per il 2013 due milioni e mezzo di euro per la gestione dei posti barca del porticciolo turistico quale ricavo per l’affitto annuale dell’ormeggio (2 milioni 271 mila euro) pagato da residenti e non residenti, dai canoni pagati dai pescatori (843 euro in tutto), dall’attracco delle imbarcazioni in transito (155 mila) e dalle liste d’attesa (65 mila)”.
“Le tariffe non hanno subito aumenti nel corso degli ultimi anni, ma i servizi, sia quelli portuali che turistici sono notevolmente migliorati. Anche per il 2013 non sarà proposto altro incremento se non quello derivato dall’inflazione che si aggira intorno al 2,4%”. Il porto turistico di Andora è dotato di 759 posti barca, di cui 640 affidati a non residenti e 119 a residenti. Di queste imbarcazioni, ben 527 sono di dimensioni inferiori a 9 metri, mentre quelle superiori a 15 metri sono 11” conclude Floris.