Cronaca

Albissola, pestaggio e spari per strada: De Florio resta in carcere, domani interrogatorio dei “pistoleri”

polizia e carabinieri

Albissola M. Ha ammesso di aver rubato le due pistole all’anziano a cui aveva fatto da badante fino a pochi mesi prima con lo scopo di estorcergli denaro in cambio della restituzione delle stesse. Si è concluso con la convalida dell’arresto l’interrogatorio di garanzia di James De Florio, il colombiano che ha praticamente armato le mani dei “pistoleri” che, venerdì notte, hanno seminato il panico davanti al locale “Soleluna” e per le strade di Albissola Marina.

De Florio è stato interrogato dal fip Fiorenza Giorgi e ha ammesso le proprie responsabilità: resterà in carcere. Domani, invece, sarà la volta dell’albanese Klaudio Xhetani, 21 anni, e dell’amico marocchino Hanaj Bouaz, di 20, protagonisti prima di una rissa all’interno della discoteca albissolese e poi di una sorta di vendetta nei confronti dei buttafuori che li avevano cacciati dal locale, con tanto di pistola puntata alla testa del capo della sicurezza.

I due erano infatti venuti alle mani con altri 5 stranieri all’interno dei “Soleluna” e, mentre il marocchino se l’è data a gambe, il suo compagno d’avventure è stato portato fuori dal locale con la forza. Dopo cinque minuti appena, i due sono tornati davanti al locale pretendendo di entrare. Davanti al “no” di Roberto, il capo della sicurezza, Xhetani ha tirato fuori la pistola dicendogli: “Fammi entrare altrimenti t’ammazzo”.

Roberto ha però una pronta reazione, riesce a far cadere l’arma (che finisce poi nelle mani del marocchino) e porta avanti una violenta colluttazione con il malvivente, finendo a terra. Di qui, calci e pugni a ripetizione, che costeranno al responsabile della sicurezza la frattura della tibia, mentre i due alla fine scappano verso il sottopasso dell’Aurelia dal quale si sentiranno poi altri due spari.

Arrivano i carabinieri e scatta la caccia ai delinquenti. Bouaz verrà arrestato poco dopo, fino a quando, alle 7 del mattino, non fa la sua comparsa in caserma il colombiano chiedendo notizie del suo compagno di “avventure”. Qui viene riconosciuto dagli uomini del Radiomobile come probabile autore del furto delle pistole (grazie alle indicazioni fornite dall’anziano derubato) e viene avvisata la Squadra Mobile che, a sua volta, stava indagando proprio su quella sottrazione.

Di qui parte il lavoro congiunto tra polizia e carabinieri con una serie di riscontri che portano a un collegamento diretto fra i due (e fra il furto e la rissa ai “Soleluna”) e con Xhetani che, anche grazie alle immagini delle telecamere, verrà arrestato poco dopo. Le accuse sono di porto abusivo d’armi, lesioni e rissa per l’albanese e il marocchino, e di furto in abitazione e tentata estorsione per De Florio.