Cronaca

Pietra, chiesa gremita e serrande abbassate per l’ultimo saluto a Elisabetta. Il prete: “Cerchiamo conforto guardando Lassù”

Pietra L. L’abbraccio di Pietra Ligure si stringe intorno alla famiglia di Elisabetta Prini, la 39enne, madre di due bimbe, deceduta improvvisamente a Milano per problemi cardiaci.

Elisabetta era molto conosciuta nella cittadina pietrese di cui era originaria. Qui la sorella gemella gestisce un negozio di giocattoli in centro e il marito è il proprietario del Residence Mediterranee nel levante cittadino.

Una chiesa gremita e moltissime serrande abbassate hanno fatto da sfondo all’ultimo, commovente, saluto. Il corteo, preceduto dalle due figliolette, ha silenziosamente accompagnato Elisabetta fino alla basilica di San Nicolò. Tanti anche i bambini delle scuole pietresi, presenti anche il sindaco e i rappresentanti delle principali associazioni cittadine.

“Questo è un momento davvero difficile per un sacerdote: celebrare il funerale di una persona giovane, una mamma, toglie il fiato e le parole – ha detto don Luigi Fusta nell’omelia – Questa tragedia ci invita a guardare in alto perché quaggiù non ci sono parole di conforto”.

“Siamo di fronte a Elisabetta che ci ha lasciato e, davanti alla morte, l’enigma della condizione umana diventa sommo – continua il sacerdote – Quanti ‘perché’ ci poniamo in questo momento. L’uomo prova ripugnanza davanti alla morte ma è qualcosa con cui dobbiamo fare i conti. Anche Gesù è morto sulla croce. Ecco, sapere di avere come ‘socio nel dolore’ Gesù deve già essere un conforto. Se è morto Lui è perchè la morte ha anche un significato positivo”.

“Grazie a Gesù la morte è stata trasfigurata. Le uniche parole di conforto oggi sono le Sue: ‘io sono la redenzione la vita chi crede in me anche se morto vivrà…’. Di qui la certezza della Resurrezione. La morte non è la fine, Elisabetta risorgerà e vivrà per sempre, e potremo incontrarla di nuovo. Quante volte l’ho vista con i bimbi frequentare la messa: lei ci credeva, dobbiamo crederci anche noi” ha concluso don Fusta.

La bara è poi uscita dalla basilica tra un silenzio assordante e pieno di dolore.