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Elezioni, La Russa ad Alassio: “Con noi la Liguria non sarà più una ‘fratellastra’”

Alassio. Del tribunale di Albenga (a rischio taglio) e dell’ospedale ingauno (con tanto di pronto soccorso declassato e servizi sempre più ridotti) ha “sentito parlare” e, davanti ai “suoi” candidati alassini (Emanuela Preve per il Senato e Alberto Sambi per la Camera) che lo aggiornavano su questioni che stanno a cuore al territorio, ha riassunto con un “siamo messi male” che non lascia ben sperare.

Eppure Ignazio La Russa promette che questo territorio – e la Liguria in generale – non sarà più un “fratellastro” da trattare con distacco e poca considerazione, bensì una risorsa da valorizzare. “Non a caso ci chiamiamo ‘Fratelli d’Italia’ – dice – proprio perché riteniamo che nel nostro Paese non ci possano più essere fratelli e fratellastri, ed effettivamente la Liguria è stata un po’ trascurata negli ultimi anni”.

L’onorevole La Russa arriva all’appuntamento alassino presso lo storico bar “Balzola” con un ritardo “politico” che supera l’ora di orologio, tra impegni vari e telefonate che si susseguono numerose, e ricorda un legame con la nostra regione “provato” da una bella casa nel Tigullio (che possiede, racconta, da 50 anni) e un passato di candidato “ligure”.

“Questa è una regione dalle grandissime potenzialità – dice La Russa – La Liguria ha tutto: il turismo, i porti, una grande tradizione produttiva, ma, putroppo, non è stata tenuta nella giusta considerazione. E glielo dico io che ho casa nel levante ligure da 50 anni e che mi sono candidato più volte per rappresentare anche questa regione. Qui abbiamo Crosetto, abbiamo la Meloni, ma anche Garosci e uomini che alla Liguria sono vicini, e sappiamo di poter rappresnetare anche qui l’altro centro destra”.

“Certo, noi sommiamo i nostri voti a quelli della Lega e del Pdl perché sappiamo che unendo i voti si decide chi vince e chi perde – precisa il leader di “Fratelli d’Italia” – Il nostro scopo è di battere la sinistra ovviamente, ma siamo nati anche per contagiare positivamente il Pdl: vogliamo essere il fratello buono del partito che fa capo a Berlusconi”.

“E poi posso dire che siamo liberi, onesti e decisi. Liberi, perché non subiamo alcun condizionamento. Guardiamo il caso del Monte dei Paschi di Siena: gli altri, anche nel centro destra, balbettano se chiamati a dire la loro; noi, invece, possiamo tranquillamente urlare che è una vergogna. Ancor più vergognoso è che Monti abbia concesso un prestito di 4 miliardi. Con gli interessi di questi 4 miliardi, chiediamo che venga emesso un Bot a dieci anni per restituire i soldi a chi ha pagato l’Imu. L’idea è stata un po’ modificata da Berlusconi, ma l’ha presa da noi”.

“Poi siamo onesti, dal momento che nelle nostre liste si può entrare solo se non si ha alcuna pendenza con la giustizia: in Liguria non troverete nemmeno un candidato che abbia il più pallido avviso di garanzia. E infine siamo decisi: noi diciamo ‘mai con la sinistra’ e ‘mai con un altro governo tecnico o con Monti’. Se, su quest’ultimo punto, il Pdl cambierà idea, piuttosto che stare in un governo ammucchiata staremo alla opposizione. Parola d’onore” conclude La Russa.