Andora. I carabinieri di Andora hanno notificato presso l’istituto penitenziario di Savona un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Pasha Altin, 22enne albanese, attualmente detenuto in quanto già individuato quale autore di alcune rapine commesse nei primi mesi del 2012 tra Diano Marina e Loano.
I carabinieri di Albenga l’anno scorso, tra maggio e giugno, l’avevano arrestato assieme ad un marocchino poiché ritenuti responsabili di almeno sette rapine tutte eseguite in maniera seriale. I delinquenti tamponavano l’auto che li precedeva e quando il malcapitato scendeva per accertarsi del danno veniva aggredito con calci e pugni e rapinato degli effetti personali e della vettura. I ladri si servivano poi dell’auto rubata per colpire una seconda volta e cambiare così il mezzo per evitare di essere identificati.
Il provvedimento restrittivo eseguito oggi dai carabinieri di Andora è relativo ad una rapina consumata la sera del 27 gennaio 2012 ad Andora, nella zona collinare di “Pinamare” quando due sconosciuti, a bordo di uno scooter, avevano avvicinato una coppia di coniugi, pensionati, che stava tornando a casa.
I malviventi, con il volto coperto dal casco ed armati di coltello e pistola, avevano minacciato la coppia facendosi consegnare la borsetta di lei, il portafoglio dell’uomo, due telefoni cellulari e circa 200 euro in contanti fuggendo a bordo di un motociclo scuro, di cui le vittime erano riuscite a intravedere solo due numeri della targa.
I carabinieri, immediatamente intervenuti, non erano riusciti a rintracciare i rapinatori ma nel sopralluogo della scena del crimine avevano trovato e repertato un guanto di pelle nera perso da uno dei rapinatori dopo un piccolo incidente (i malviventi nel fare manovra prima di avventarsi sulle vittime avevano sbattuto contro un muro di cinta e uno aveva perso il guanto).
Le indagini, condotte dai militari coordinati dal luogotenente Santopoli, erano quindi partite dagli scarni elementi a disposizione: il guanto e due numeri di targa; nessun testimone in grado di fornire ulteriori elementi utili e nessuna telecamera.
Dagli archivi dei motocicli rubati, attraverso le sole due cifre era stata individuata la moto utilizzata dai rapinatori che era stata rubata a Genova nel gennaio 2012 e rinvenuta poi a Diano Marina nel marzo 2012 (mezzo utilizzato proprio dalla coppia di rapinatori arrestati maggio dai carabinieri di Albenga) ma poteva essere solo una coincidenza: non era sufficiente a concretizzare l’accusa nei confronti dei due.
Sotto la direzione del pm Pischetola titolare delle indagini, il guanto è stato trasmesso al Ris di Parma e sottoposto ad accertamenti biologici (non semplici perché le tracce sul reperto erano esigue). La prova regina del Dna è giunta dopo lunghe e complesse analisi: il profilo genotipico delle tracce presenti sul guanto era compatibile proprio con quello di Pasha Altin, sottoposto a prelievo di campione salivare nell’ambito della precedente indagine ed il cui Dna era conservato nella banca dati del Ris.
In questo modo Pasha Altin è stato “incastrato” ed è stato possibile arrestarlo anche per questa rapina. Il giudice per le indagini preliminari Giorgi ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
