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Provincia, chiusura uffici postali: l’assessore Bussalai chiede incontro in Regione

luigi bussalai

Provincia. L’ipotizzata chiusura di alcuni uffici postali in provincia di Savona, annunciata da Poste Italiane, sta suscitando profonda preoccupazione tra gli impiegati, i cittadini, i sindacati e i sindaci dei Comuni interessati al piano di ridimensionamento.

“L’annuncio di Poste Italiane di chiudere diversi uffici postali in provincia di Savona penalizzerà in modo preoccupante i cittadini e il personale impiegato – ha dichiarato l’assessore provinciale ai Piccoli Comuni Luigi Bussalai – Una triste prospettiva a danno soprattutto di quei Comuni come Tovo San Giacomo, Stella, Finale Ligure, Varazze, Urbe, Quiliano e Cairo che saranno privati di un servizio fondamentale. Non si può trascurare l’importanza sociale ed economica rivestita dagli uffici postali dislocati nei piccoli centri, luoghi che soprattutto per l’utenza più anziana rappresentano veri e propri punti di riferimento. La loro chiusura trasformerebbe radicalmente il quotidiano degli abitanti dei comuni più piccoli e delle loro frazioni, che per diversi motivi hanno difficoltà di mobilità verso i grandi centri”.

Occorre inoltre – prosegue l’assessore – considerare la particolare struttura morfologica del territorio provinciale savonese, area per gran parte montana caratterizzata da piccoli Comuni che hanno anche una valenza turistica e che rappresentano essi stessi la vera ricchezza di questa provincia. Un disagio per i cittadini che si somma alla situazione precaria di coloro che sono invece impiegati in questi uffici, uno scenario ad oggi senza risposte chiare. Una vera e propria emergenza che richiede la massima collaborazione tra le Istituzioni per trovare soluzioni in sinergia con la dirigenza Poste e che, al contempo, non implichino perdita di posti di lavoro e gravi tagli di servizi ai cittadini”.

“Per questo motivo – conclude l’assessore Bussalai – ho chiesto urgentemente un incontro all’Assessore regionale all’Entroterra Giovanni Barbagallo per l’apertura di un dialogo proficuo con Poste Italiane finalizzato ad un piano comune risolutivo, per una razionalizzazione che non può e non deve privare l’intera comunità di un servizio di rilevanza pubblica”.